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APPENA USCITO DI BANCA

Derubato imprenditore di 18mila euro
I due rapinatori finiscono in manette

Due pregiudicati hanno aggredito un imprenditore derubandolo di 18mila euro appena prelevati in banca. Arrestati, si sono chiusi nel silenzio. Indagini in corso per chiarire la vicenda

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Prato, 6 agosto 2008 - A un primo colpo d’occhio quella per cui sono stati arrestati dalla polizia Ciro Esposito e Antonio Durantino, è una rapina aggravata, ma dietro questa accusa potrebbe esserci molto di più. O almeno un’altra storia, diversa da quella che li ha visti protagonisti di una violenta aggressione ai danni di un imprenditore edile. Ecco i fatti. Due pattuglie 'Nibbio' mentre percorrevano via Bologna hanno avvistato due uomini che correvano a piedi in direzione opposta rispetto al senso di marcia delle moto, nella mattinata di lunedì scorso. Erano circa le 13.30, alla vista degli agenti i 'fuggitivi' si sono divisi verso via Abati e via Ciliani.

 

Ma dopo pochi minuti i due agenti-motociclisti avevano già stretto le manette ai loro polsi. Durante la corsa, uno dei due - Ciro Esposito, di 51, nato a Ercolano e residente a Montemurlo, con numerosi precedenti penali anche per associazione mafiosa - si è liberato di una pistola che ha estratto dai pantaloni gettandola a terra sotto un’auto parcheggiata e che successivamente recuperata dai poliziotti, è risultata un’arma giocattolo priva di tappo rosso. L’altro malvivente - Antonio Durantino di 41 anni, nato a Ercolano e residente a Pistoia con numerosi precedenti penali contro il patrimonio - ha proseguito la fuga rifugiandosi all’interno di uno stabile di via Abati, sede di un’impresa edile dove poco prima aveva perpetrato la rapina ai danni del titolare della ditta, sottraendogli con la forza, insieme a Esposito, suo complice, una busta di colore giallo contenente la somma di 18.350 euro. A farsi avanti verso gli agenti sono state a quel punto le vittime della rapina: l’imprenditore, che è di origini calabresi e un artigiano di origini siciliane che avevano appena prelevato la somma nella filiale della CariPrato all’angolo tra via Bologna e via Guevara. Il denaro era custodito nell’elastico dei pantaloni sotto la maglia dell’artigiano. Il titolare della ditta è stato ferito alla testa con il calcio della pistola, riportando una lesione alla fronte e vari graffi all’avambraccio sinistro, causati dal suo tentativo di difendersi e per i quali ha rifiutato di ricorrere alle cure mediche. I due rapinatori sono stati arrestati per rapina aggravata e sottoposti a una perquisizione personale, che è stata anche estesa a un’Audi A4, dove è stato trovato un rudimentale manganello, che era stata parcheggiata vicino a via Guevara.

 

E oltre alla pistola giocattolo, sono stati sequestrati anche il denaro (trovato come refurtiva addosso a Durantino), un rotolo di scotch e un coltello a serramanico lungo 15 centimetri di cui 7 di lama, in possesso di Esposito. Mentre le perquisizioni effettuati nei domicili degli arrestati, rispettivamente a Montemurlo e Pistoia, hanno dato esito negativo. Alcuni dettagli della vicenda, restano ancora da chiarire per gli investigatori e sarà l’inchiesta giudiziaria coordinata dalla procura e condotta dalla squadra mobile della questura a cercare di individuare l’esatta dinamica degli eventi. Intanto sono in corso i rilievi nella banca, per risalire a come i due rapinatori fossero a conoscenza del prelievo. Rapinatori che però nonostante i numerosi precedenti penali non ne avrebbero per questo tipo di reato, ma piuttosto per estorsione. Infine, rimane da valutare il particolare più curioso: uno dei due malviventi abita sullo stesso pianerottolo di una delle vittime. Davvero piccolo il mondo delle rapine.

Elena Duranti










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