La proposta di legge, presentata dall'assessore toscano alla salute, Enrico Rossi, è stata approvata dalla giunta regionale ed illustrata alla stampa dal presidente Claudio Martini. Lo stanziamento previsto è di 600.000 euro per il 2008 e di un milione di euro per ciascun anno per il 2009 e il 2010. L'entità del contributo va da 20.000 a 25.000 euro, a seconda del grado di parentela dei beneficiari con la vittima
Toscana, 21 luglio 2008 - Un fondo regionale di solidarietà per le famiglie delle vittime di incidenti mortali sul lavoro.
La proposta di legge, presentata dall'assessore toscano alla salute, Enrico Rossi, è stata approvata oggi dalla giunta regionale ed illustrata alla stampa dal presidente Claudio Martini.
"È un modo - ha sottolineato - in cui la comunità toscana intende manifestare la propria solidarietà ai parenti di chi muore a causa del lavoro".
Lo stanziamento previsto è di 600.000 euro per il 2008 e di un milione di euro per ciascun anno per il 2009 e il 2010. L'entità del contributo va da 20.000 a 25.000 euro, a seconda del grado di parentela dei beneficiari con la vittima. Il Fondo sarà un contributo una tantum a titolo di assistenza sociale, aggiuntivo rispetto ad eventuali emolumenti o indennizzi derivanti da altri obblighi di legge, assicurativi o
previdenziali, a favore delle famiglie di lavoratori autonomi o subordinati, vittime di incidenti mortali avvenuti sul luogo di lavoro nel territorio regionale.
Il contributo spetterà anche nel caso in cui la vittima risulti priva della copertura assicurativa obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. I beneficiari del contributo sono il coniuge della vittima, i figli legittimi, naturali riconosciuti, adottivi e affiliati, o, in mancanza di questi, gli ascendenti fiscalmente a carico, o, in mancanza di questi, i fratelli e le sorelle minori di età o fiscalmente a carico.
È equiparato al coniuge il convivente in rapporto di coppia non sancito da matrimonio.
Sarà all'abbazia di San Galgano (nella foto) mercoledì 23 luglio. Si tratta della più antica raccolta di musica con testi in italiano volgare conosciuta e proviene da una confraternita di Cortona. Questo codice del secolo XIII apparteneva certamente ad una congregazione laico-religiosa molto vicina ai francescani quale 'libro di preghiera'. Ad eseguirla il Quintetto Polifonico Italiano 'Clemente Terni'