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L'EMERGENZA

Maroni, nuovo patto per la sicurezza
Prato caso nazionale per i cinesi

Nuovo patto per la sicurezza con il governo, vista l’emergenza cinesi. E’ stato lo stesso ministro dell’Interno Roberto Maroni ad annunciare che il patto siglato il 31 luglio 2007 sarà rinnovato entro la fine del mese e non ha escluso di venire a Prato a firmarlo di persona

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Quartiere cinese a Prato Prato, 17 luglio 2008 - Nuovo patto per la sicurezza con il governo, vista l’emergenza cinesi. E’ stato lo stesso ministro dell’Interno Roberto Maroni ad annunciare che il patto siglato il 31 luglio 2007 sarà rinnovato entro la fine del mese e non ha escluso di venire a Prato a firmarlo di persona. C’è quindi molta attesa per il probabile arrivo del responsabile del Viminale: i numeri, le lettere e il 'pressing' istituzionale non possono essere efficaci quanto la visione diretta dei problemi. E Prato, oggi più che mai, ha bisogno di aiuto.


All’inizio di maggio a Maroni avevano scritto sia il sindaco Marco Romangoli, sia il deputato pratese del Pdl Riccardo Mazzoni e il coordinatore nazionale di Forza Italia Denis Verdini: partendo ovviamente da punti di vista molto diversi, le due lettere concordavano sulla necessità di azioni speciali e mirate per la nostra città e il suo distretto parallelo. La disponibilità del ministro a considerare il caso Prato un’emergenza nazionale è così emersa nell’ultima riunione del Comitato per l’ordine pubblico, svoltasi nel tardo pomeriggio di martedì in prefettura. Maroni non ha escluso la sua presenza a Prato al momento della sigla del nuovo documento che, come è noto, coinvolge la Prefettura, la Regione, la Provincia e il Comune, oltre all’esecutivo nazionale. "E’ un fatto positivo che il nuovo governo confermi la volontà di proseguire sulla strada tracciata — ha commentato il sindaco —. I patti per la sicurezza, voglio ricordarlo, furono una felice intuizione del governo Prodi. A Prato abbiamo cercato di attuarlo e mi risulta anche che, dalla sua applicazione, abbia contribuito ad una diminuzione dei reati".

Il primo patto ha ottenuto qualche risultato, basti pensare alla tenenza dei carabinieri a Montemurlo e al potenziamento della guardia di finanza. Ma c’è anche preoccupazione per gli annunciati tagli, in tutta Italia, alle forze dell’ordine. E la situazione pratese, con l’ormai storica sofferenza negli organici potrebbe diventare insostenbile: "Riproporremo la questione e ne discuteremo col ministro", ha aggiunto il sindaco. La scommessa è quindi far diventare Prato una sorta di banco di prova, sul piano nazionale, per quanto riguarda il contrasto dell’illegalità economica, con la previsione di percorsi (ancora da definire) di emersione delle imprese in nero. "Su questi elementi c’è piena concordanza con le altre istituzioni e con le categorie sociali ed economiche", ha assicurato Romagnoli.

 


Nella lettera al ministro, il sindaco aveva parlato dei 30mila stranieri presenti in città, «con notevoli problemi per la comunità locale e le istituzioni cittadine, assolutamente prive degli strumenti e delle risorse necessarie a far fronte ad un fenomeno così importante». E aveva descritto il problema specifico dell’illegalità nel distretto parallelo, con le 3500 imprese straniere, in massima parte cinesi: "Troppo spesso si riscontrano condizioni di totale illegalità e di feroce sfruttamento di lavoratori clandestini", aveva scritto. Molto chiaro era stato anche il messaggio di Mazzoni e Verdini: "Il problema dell’immigrazione clandestina trova a Prato una delle situazioni di maggiore sofferenza — diceva la lettera degli esponenti azzurri —; Prato è la seconda città in Italia per la densità di stranieri e nessuno finora è stato in grado di calcolare il numero reale dei cinesi, che nel frattempo hanno costituito un distretto parallelo, e per molti aspetti illegale, con un continuo ricorso al lavoro nero e a sacche vastissime di concorrenza sleale. E’ quindi necessario intervenire per ripristinare al più presto la legalità, considerando la realtà pratese tra le emergenze nazionali. Per questo sarà necessario potenziare in modo significativo l’apparato di contrasto all’illegalità". Maroni ha annunciato il suo arrivo: vedrà con i suoi occhi, toccherà con mano. E speriamo aiuti la nostra città.
 

Anna Beltrame










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