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IL FATTO

Esce dal Sert, sale sulla ciminiera e minaccia di buttarsi

Per la seconda volta in sette mesi ha tentato di togliersi la vita. Si tratta di un 47enne domicilio a Prato, tossicodipendente, attualmente disoccupato e in cura al Sert. Un gesto per attirare attenzione e per ottenere quanto desiderato. Nell’ordine soldi, una casa comoda e un lavoro ben retribuito per reinserirsi nella società. Sul posto sono intervenuti i pompieri e gli psicologi dei servizi sociali. L'uomo è stato salvato

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tentato suicidio Prato, 15 luglio 2008 - "Mi dovete ascoltare. Voglio dei soldi, se non me li date, mi butto di sotto". Per la seconda volta nel giro di sette mesi, Domenico De Pasquale, 47enne, nato a Firenze ma da circa 30 anni con domicilio a Prato, tossicodipendente, attualmente disoccupato e in cura al Sert, ci ha riprovato. Ha urlato le sue richieste, aggrappato a 20 metri d’altezza, sulla ciminiera metallica di un’azienda tessile. Stessa situazione stesso copione e anche stesso luogo per il tentato suicidio che assomiglia più ad un’azione dimostrativa. Un gesto per attirare attenzione e per ottenere quanto desiderato. Nell’ordine soldi, una casa comoda e un lavoro ben retribuito per reinserirsi nella società. Le medesime rivendicazioni del 12 dicembre scorso, data del primo tentativo.

 


Ieri mattina, l’uomo dopo essere uscito dal Sert e dal centro socio-sanitario Giovannini, è passato davanti all’ospedale a ha girato a sinistra in via Genova. Poi ha scavalcato il cancello della rifinizione 'Ellevu srl' e si è arrampicato sulla ciminiera che conosceva bene e che svetta nel piazzale, con un’intelaiatura di metallo che facilita la ‘scalata’.

 

Salito fino a 20 metri e ha aspettato, urlando la sua angoscia. A far scattare la macchina dei soccorsi sono stati i dipendenti della ditta che hanno assistito alla scena. E la centrale operativa del comando provinciale dei vigili del fuoco di via Paronese, ha inviato sul posto due squadre (in appoggio anche un equipaggio arrivato da Pistoia). Erano le 10.47 quando il braccio meccanico dell’autoscala ha iniziato ad allungarsi verso il punto esatto della 'disperazione', collocato circa a metà del traliccio, dove il 47enne si teneva stretto con le mani a tenaglia. Era nervoso e agitato, probabilmente in preda all’effetto del metadone che aveva assunto per disintossicarsi dall’abuso di droga. L’uomo ha minacciato più volte di suicidarsi lanciandosi nel vuoto, ma i pompieri hanno cercato di tranquillizzarlo, di farlo ragionare.

 

E’ così iniziata una lenta ed estenuante trattativa. Per prudenza, i vigili del fuoco di Prato hanno chiesto il telo da salto ai colleghi del comando di Pistoia, telo che però non è stato utilizzato a causa della conformazione delle strutture di copertura della fabbrica di via Genova, che ne rendevano impossibile la collocazione. Sono stati, invece, impiegati con successo l’autoscala munita di cestello e il personale specialista in 'soccorso a ferito'.

 

Insieme ai pompieri hanno preso parte all’operazione anche gli psicologi dei servizi sociali, il personale sanitario dell’Asl 4 e del Sert e l’ambulanza della Croce d’Oro. Dopo circa tre ore di initerrotta trattativa in cui il 47enne ha ascoltato le parole che il caposquadra gli ha ripetuto con calma e pacatezza una, due, tre volte, all’infinito: "Ci devi spiegare cosa vuoi? Se scendi parliamo meglio e ti possiamo accontentare...". I pompieri sono rimasti sull’auto scala per quasi 180 minuti senza sosta, preoccupati dal fatto che l’uomo potesse perdere l’equilibrio, a parlargli e a convincerlo. E ci sono riusciti, anche usando qualche banconota per dimostrargli di acconsentire alle sue richieste e alle ore 13.45 circa, De Pasquale è stato riaccompagnato a terra in sicurezza con il cestello dell’autoscala e, quindi affidato ai controlli sanitari. Era finita. per per la seconda volta.

E.D.










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