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BLITZ NELL'EX FEDORA

Operai clandestini nelle ditte formicaio
Per 43 giovani cinesi Cpt d'emergenza

Maxi blitz all'ex Fedora: scoperti 43 clandestini cinesi. Allestito Cpt d'emergenza nei locali di Officina Giovani. Il sindaco attacca i proprietari pratesi dell'immobile: "E' la seconda volta, è inaccettabile"

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maxi blitz all'ex fedora Prato, 4 luglio 2008 - Un Cpt 'fai-da-te' per quarantatré clandestini. "Grazie alla sinergia fra istituzioni - sottolinea il questore Domenico Savi - in un’ora e mezzo abbiamo trovato una soluzione". Lo spazio è del Comune - quello di Offina giovani, dopo aver scartato le palestre - , protezione civile e volontariato hanno offerto assistenza e supporto logistico, questura e polizia municipale il controllo - garbato e umano - che in questi casi è imprescindibile.

 


Da dove saltavano fuori i 43 immigrati irregolari? A poco più di cinque mesi, la squadra che non dà tregua a chi sfrutta la manodopera clandestina, è tornata all’ex lanificio Fedora di via di Gello 21: il 28 gennaio furono trovati dei veri e propri 'formicai' brulicanti di attività lavorativa e vita quotidiana nelle aziende cinesi allora affittuarie. Quest’ultime sono cambiate, ma la situazione trovata mercoledì sera dagli uomini di questura, polizia municipale, vigili del fuoco e ispettori di Inps, Asl4 e Ispettorato del lavoro non era troppo dissimile. E se è vero che, come sottolineato dal prefetto Eleonora Maffei, l’analisi della situazione effettuata preventivamente a tavolino aveva fatto intuire l’entità del problema, è altrettanto vero che i clandestini cinesi rintracciati non erano mai stati così tanti in un colpo solo - quarantatré - e gestirli era una situazione di emergenza. Prefettura, questura e Comune, tramite gli assessori Aldo Milone, Enrico Giardi e Maria Luisa Stancari, hanno reagito con un colpo di reni: 'in un’ora e mezzo abbiamo messo su una struttura efficiente. Questi numeri sono importanti: lo Stato c’è', ha ribadito il questore riprendendo un concetto sottolineato dal prefetto Maffei: "L’integrazione passa dal rispetto delle norme. Siamo aperti agli stranieri ma anche nella conduzione delle aziende, le leggi vanno rispettate: è un segnale che mandiamo anche i cittadini che chiedono aiuto contro la concorrenza sleale: il nostro obiettivo è arrivare a controllare i flussi di persone ma anche quelli di denaro".

 


Il blitz ha riguardato sette aziende cinesi che operano negli spazi dell’ex lanificio Fedora; 43 i clandestini rintracciati (18 al lavoro, 25 mentre si davano alla fuga), di questi 11 avevano giù avuto l’ordine di espulsione; un datore di lavoro è stato arrestato per sfruttamento della manodopera clandestina (ha poi patteggiato ieri mattina un anno e quattromila euro di multa), due i denunciati per impiego di operai irregolari; controllati in tutto 80 cinesi; sequestrati 135 macchinari. "I sette capannoni ora sono sotto sequestro penale preventivo - ha precisato il comandante della polizia municipale Andrea Pasquinelli - Abbiamo riscontrato che negli stessi spazi gli operai dormono e lavorano, quella stessa promiscuità che già a gennaio ci portò a perseguire penalmente la società immobiliare che è proprietaria della fabbrica". Una promiscuità che, fra l’altro, fa lanciare un allarme anche agli ispettori dell’Asl 4 («la pericolosità infortunistica - scrive in una nota Luigi Ricci, direttore di Igiene e sanità pubblica - è modesta, più significativa in senso antigienico è la promuscuità, specialmente per bambini e giovani donne").

 


La situazione da gennaio pare cambiata poco. Sono cambiate però le aziende cinese e il particolare non è di poco conto: formalmente non c’è recidiva, ma il sindaco Marco Romagnoli in proposito ha le idee chiare: "Questa struttura è un caso particolare: i titolari pratesi l’hanno lasciata perché dovevano spostarsi per mantenere i livelli occupazionali e il consiglio comunale ha agevolato in ogni modo l’iter che portava a compimento la ristrutturazione dell’altra fabbrica. Poi l’occupazione non è stata mantenuta lo stesso e la vecchia struttura viene messa a profitto affittando agli imprenditori cinesi in queste condizioni. Sono preoccupato perché questo caso l’attività ha avuto ogni attenzione dalle istituzioni, il pubblico si è fatto carico di ogni problema e il privato ha avuto tutti i benefici". Il comandante Pasquinelli però ha già annunciato controlli sulle opere edilizie effettuate nella fabbrica. "Se sono abusive, ne risponderà la proprietà", ha annunciato il sindaco.

Laura Gianni










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