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GALCETI

'Trasgressiva? Sì, ma a modo mio'
Intervista a Irene Grandi

La 'ragazza maledetta' alias Irene Grandi fa tappa al parco di Galceti per Prato Nord Festival. La rock star fiorentina sta anche scalando le classifiche dei libri più letti con la sua autobiografia, 'Diario di una ragazza maledetta'

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Irene Grandi Prato, 2 luglio 2008 - La 'ragazza maledetta' alias Irene Grandi fa tappa a Prato stasera al parco di Galceti per Prato Nord Festival. La rock star fiorentina sta anche scalando le classifiche dei libri più letti con la sua autobiografia, 'Diario di una ragazza maledetta' appunto.

 


Chi sono le ragazze maledette e perchè lei si definisce tale?
"Ognuno trasgredisce a suo modo. Io per esempio ho sempre cercato di scansare i privilegi dell’essere artista. Li ho proprio rifiutati, continuando a vivere in un modo anticonformista, un po’ on the road. Diciamo da zingara... anche nelle scelte musicali".

 


Nel suo ultimo album ci sono due cover, una di Mina e una di Bruno Martino. Perché i riarrangiamenti di vecchi brani sono sempre più frequenti?
"Probabilmente per una carenza di ispirazione. Manca un po’ la figura del cantautore, che è l’esatto opposto degli anni Novanta. Per questo si tendono a recuperare dal passato brani bellissimi spesso dimenticati. Sta succedendo un po’ ovunque non solo in Italia. Credo che possa essere da stimolo ad autori giovani, offrire canzoni a nuovi interpreti".

 


Anche talent scout visto che i Baustelle sono una sua scoperta?
"Mi fa piacere aver dato un’occasione ad un gruppo come il loro. Sono convinta che sarebbero emersi lo stesso nel tempo, visto il loro talento e la loro ricercatezza musicale".

 


Lei collabora spesso con altri musicisti. Non è così frequente in Italia...
"Credo molto nelle collaborazioni. E’uno dei miei orgogli. L’8 luglio sarò a Napoli con Pino Daniele per festeggiare i suoi trent’anni di carriera".

 


Il successo. E’più difficile raggiungerlo o mantenerlo?
"Penso che sia una lotta, una sorta di matrimonio; non è facile dirsi di sì ed è ancora più difficile continuare a dirselo tutti i giorni. Sì, il successo è come un matrimonio. Sta a te farlo funzionare".

 


Cosa offrirà al pubblico di Prato?
I"l prolungamento di una tourneè invernale che ho portato nei teatri, con atmosfere più interiori e raffinate. Un quartetto d’archi, un contributo video tratto dal libro "Il vizio dell’amore di Gabriele Romagnoli" che tiene le fila di tutto lo spettacolo".

 


Non tutti sanno che Giovanni Veronesi la fece debuttare nel film 'Barbiere di Rio'...
"Era il 1995. Fu una esperienza bellissima, grazie a Giovanni che è una persona meravigliosa. Mi ricordo quel viaggio stupendo a Rio de Janeiro, le serate in compagnia di Diego Abatantuono e tutta la troupe. Che meraviglia quell’esperienza... peccato non mi sia più ricapitato!"

Federico Berti










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