Il supermercato entrerà in funzione lunedì e resterà aperto tre giorni alla settimana (lunedì, mercoledì e venerdì), dalle 11,30 alle 17,30 con orario continuato. Per le donazioni contattare la Caritas in via del Seminario 36 al numero 0574.34.047 oppure per e-mail all’indirizzo caritas@diocesiprato.it
Prato, 14 giugno 2008 - "L’ emporio Caritas è un nuovo modo di fare solidarietà, non obbliga più a bussare alla porta, un gesto che a molti costa. Questo è un aiuto che restituisce dignità". Le parole del vescovo Gastone Simoni sono la presentazione migliore per quello che è già stato ribattezzato il supermercato della solidarietà. A ragione, tra l’altro, perché di supermercato vero e proprio si tratta, anche se i prezzi e il sistema di vendita sono pensati per andare incontro a chi ha bisogno. "Questo è il primo emporio d’Italia ad entrare in funzione»" rivendica l’assessore ai servizi sociali del Comune Maria Luisa Stancari sottolineando che se Roma ha inaugurato per prima la struttura, Prato lunedì sarà l’unica città a poterla utilizzare.
Al taglio del nastro di ieri mattina, accanto alla chiesa delle Carceri,dei c’erano proprio tutti. Rappresentanti delle Caritas toscane, il prefetto, il questore, l’Arma dei carabinieri, parlamentari e ovviamente i promotori del progetto: la Caritas diocesana con la direttrice Idalia Venco, la Provincia (c’erano il presidente Logli e l’assessore Irene Gorelli), il Comune (c’erano il sindaco e Stancari) e la Fondazione Cassa di risparmio, rappresentata dal presidente Roberto Cenni. A dare sostegno al progetto, poi, pensano l’associazione Giorgio La Pira, il centro di aiuto alla vita, la Confartigianato, la parrocchia delle Carceri, che ha concesso i locali della sede di via Cairoli 62 in comodato gratuito, la San Vincenzo de’ Paoli, la Solidarietà Caritas ed i soci Coop sezione di Prato, capaci di organizzare una raccolta di prodotti che ha portato sugli scaffali e nei magazzini dell’emporio 60 quintali di merce in un giorno solo, grazie anche alle donazioni arrivate dalla comunità cinese (e ora la Coop della vallata proporrà un’altra giornata di spesa solidale).
Infine Unicoop Firenze, che si è impegnata a fornire merce e ha già assicurato software ed hardware di gestione, Consiag che ha sponsorizzato l’emporio fornendo gratis energia, telefono e trasmissione dati, l’Agenzia delle dogane che ha concesso a titolo gratuito il magazzino per lo stoccaggio della merce e tante aziende locali, toscane e nazionali, come Gruppo Novelli, Unilever e Ferrero, che si sono mosse per garantire il loro appoggio.
Una rete vasta e capillare insomma, completata dall’associazione Cieli Aperti della parrocchia del Soccorso per la gestione, che ha il compito di dare un aiuto, per il momento, a 175 fra singoli e famiglie. Persone che con l’emporio "potranno avere una piccola scelta", come sottolinea il sindaco ricordando che aprire il negozio della solidarietà "è stata un’impresa difficile e complicata". Anche perché l’obiettivo, aggiunge Logli, "era uscire dalle categorie recuperare la dignità delle persone".
Già, la dignità. Una cosa è andare in parrocchia a chiedere un pacco di pasta, un’altra è recarsi in un piccolo supermercato con un’entrata discreta e fare la spesa scegliendo anche in base al gusto. E’ questa la forza del progetto, il tentativo di far sentire meno "diversi" tutti coloro che si trovano in difficoltà.
Ma non sarà una solidarietà spesa a caso. Tutt’altro. Prima di tutto all’emporio avranno accesso solo i soggetti segnalati dai servizi sociali del Comune, dai centri di ascolto parrocchiali e della Caritas, dal centro di aiuto alla vita e dalle Conferenze vincenziane. I referenti compileranno una scheda di presentazione chiedendo un bonus di spesa in base alle necessità riscontrate.
La domanda passerà poi all’esame di un gruppo di monitoraggio che avrà il compito di autorizzare il rilascio della tessera e controllare i requisiti presentati. Ogni progetto di aiuto avrà una durata di tre mesi per un massimo di 300 punti spesa che però non potranno essere consumati tutti insieme. Uno degli obiettivi del programma, infatti, «è educare al consumo responsabile cercando di guidare le famiglie fuori dall’emergenza», come spiega la direttrice della Caritas Idalia Venco.
Per questo i punti potranno essere utilizzati a blocchi: al massimo 100 al mese (10 è la "ricarica" minima) e con un limite anche per ogni singola spesa. Indicativamente ogni punto corrisponde ad un euro ed i prodotti sono venduti a prezzi di mercato (è stata fatta una media fra i negozi della grande distribuzione). Alla fine dei tre mesi di validità della tessera, che può essere ritirata all’emporio presentando l’autorizzazione dell’ente che ha preso in carico il caso, si può chiedere di nuovo un aiuto rivolgendosi al gruppo di monitoraggio.
Il negozio è strutturato proprio come un vero supermercato. C’è una cassa e ci sono gli scaffali con la merce, più frigoriferi per i prodotti deperibili ed i surgelati. Non vengono venduti alcolici, acqua o cibi per gli animali, ma soltanto generi di prima necessità. Comprando olio, cous cous, marmellata, caffè, un dentifricio, fagioli e sugo di pomodoro, ad esempio, ieri abbiamo speso 11,50 punti. Ma si poteva fare anche meglio, magari scegliendo dall’angolo delle promozioni oppure mettendo nel cestino burro, farina e latte. Il supermercato entrerà in funzione lunedì e resterà aperto tre giorni alla settimana (lunedì, mercoledì e venerdì), dalle 11,30 alle 17,30 con orario continuato. Per il momento potranno accedere solo le persone presentate dai centri di ascolto delle zone centro ed est, più avanti tutti gli altri.
"Abbiamo fatto un grande lavoro in pochi mesi", lancia il progetto il presidente della Fondazione Cariprato, Roberto Cenni. Ma ancora resta tanto da fare. In particolare l’emporio Caritas ha bisogno di essere rifornito. Per questo tutti ieri hanno rinnovato l’appello a fare donazioni in denaro, per comprare ad esempio pasta e olio d’oliva, o in generi di prima necessità. Le aziende che fabbricano prodotti alimentari, per la casa o per la persona possono usufruire dei benefici fiscali garantiti dalla legge 155/2003: i donatori di prodotti buoni, ma destinati alla discarica, possono risparmiare il costo dell’Iva e dello smaltimento. In più si può utilizzare la cosiddetta "legge del buon samaritano", che consente di donare alle onlus prodotti sicuri ma non vendibili perché vicini alla scadenza o con difetti di confezionamento.
Per le donazioni contattare la Caritas in via del Seminario 36 al numero 0574.34.047 oppure per e-mail all’indirizzo caritas@diocesiprato.it.
di Leonardo Biagiotti
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