L' accordo sull'ipotesi del nuovo contratto per gli operai dell'industria tessile riguarda circa 18mila lavoratori. L'aumento lordo previsto corrisponderebbe a 94 euro, più 114 una tantum forse a giugno. Congiuntura: cala la fiducia e le ditte non guadagnano
Prato, 12 giugno 2008 - Un sospiro di sollievo per 18mila. L’accordo sul contratto per i lavoratori delle aziende industriali del tessile-abbigliamento, scaduto lo scorso marzo, ha portato tre buone notizie: senza bisogno di scioperare gli addetti tessili hanno ottenuto 94 dei 95 euro che avevano chiesto, avranno anche 114 euro una tantum e il nuovo contratto avrà ancora una durata biennale. Come dice Massimiliano Brezzo, segretario regionale e provinciale della Filtea-Cgil, per "Prato questo accordo ha un grande valore perchè media fra le realtà messe meglio e quelle messe peggio. E noi in questo momento siamo indietro". Inoltre per Brezzo "è importante aver mantenuto l’aumento nell’arco dei 24 mesi, così come aver cominciato un percorso di rivisitazione della materia con l’apertura alla contrattazione territoriale di secondo livello su sviluppo, competitività, mercato del lavoro e orari".
La fumata bianca sull’ipotesi di accordo, ora da sottoporre all’approvazione dei lavoratori nelle assemblee, è arrivata a Milano dopo una trattativa no-stop durata 23 ore. Secondo la bozza del contratto andranno 94 euro lordi in più al mese ai lavoratori del 3° livello super (livello medio) nel biennio compreso tra il 1° aprile 2008 e il 31 marzo 2010, più 114 euro una tantum. In particolare l’aumento sarà corrisposto in tre fasi diverse: 38 euro al mese a partire dal 1° luglio 2008, altri 30 euro dal 1° aprile 2009 e gli ultimi 26 euro dal 1° dicembre 2009.
Per quanto riguarda il pagamento dei 114 euro una tantum, avverà con la prima busta paga possibile dopo la firma del contratto. Quindi ora ci saranno le assemblee e successivamente, forse già con la retribuzione di giugno, oppure a luglio, dovrebbe avvenire il versamento.
"C’è grande soddisfazione per l’accordo, che è stato raggiunto senza bisogna di ricorrere allo sciopero - sottolinea Chiara Malinconi, responsabile provinciale Femca-Cisl - Per noi è importante anche aver tenuto sulla questione degli orari e in generale sulla regolamentazione del lavoro in fabbrica". Per quanto riguarda la contrattazione di secondo livello, a livello territoriale saranno possibili accordi fra sindacati e imprenditori in merito alle politiche di sviluppo.
"Siamo soddisfatti perché abbiamo concluso il contratto in tempi rapidi - sottolinea infine Angelo Colombo, segretario regionale e provinciale della Uilta-Uil - e siamo riusciti a dare una risposta, seppur parziale, anche sul piano economico".
Secondo gli industriali si tratta di "un contratto all’insegna del senso di responsabilità: del sindacato per non aver voluto generare conflittualità pretestuose, della parte datoriale per aver mirato alla chiusura delle trattative anche a prezzo di una non piena soddisfazione sul piano dell’introduzione di flessibilità". Per l’Unione, comunque, "le misure introdotte, pur positive, non sono sufficienti ad assicurare la necessaria flessibilità per rispondere alle dinamiche del mercato". Ha prevalso, secondo gli imprenditori, "la volontà di preservare il capitale umano anche in un momento di particolare delicatezza per l’andamento del settore, penalizzato dai costi energetici, oggetto di concorrenza sleale e fortemente sfavorito nelle sue capacità di esportazione dai rapporti di cambio".
L.B.
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