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SICUREZZA E LEGALITA'

Il 'Grande fratello' scruta la città
64 telecamere in periferia e centro

Occhi nuovi, di altissima tecnologia avanzata e più diffusi sul territorio sorveglieranno la città. Prato sarà ancora più sicura grazie ad un nuovo sistema di telecamere finanziato per ora solamente dal Comune con circa 88mila euro da aggiungere ai 150mila stanziati ogni anno per l’impianto già esistente)

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Prato, la città vista dall'alto Prato, 30 maggio 2008 - Occhi nuovi, di altissima tecnologia avanzata e più diffusi sul territorio  sorveglieranno la città. Prato sarà  ancora  più sicura grazie ad un nuovo sistema di telecamere  finanziato  per ora solamente dal Comune con circa 88mila euro da aggiungere ai 150mila stanziati ogni anno per l’impianto già esistente).

 

Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, su proposta del questore Domenico Savi che ha coordinato l’intero piano sull’esperienza di Genova, ha portato a termine un progetto per migliorare il funzionamento degli attuali impianti ed aumentare il numero delle telecamere  di video sorveglianza all’interno del “Patto per Prato sicura” siglato il 31 luglio dell’anno scorso  (e per cui si spera sia siglato con il nuovo governo il rinnovo).

 

Il progetto, curato tecnicamente da Consiagnet, prevede di installare nuovi dispositivi nelle zone di accesso all’area cittadina: cinque telecamere verranno posizionate in entrata ed in uscita al casello di Prato Ovest, altre quattro al casello di Prato Est e due in via Roma per monitorare gli arrivi e le partenze della zona di Poggio a Caiano.

 

Tutti questi dispositivi, oltre a monitorare costantemente i veicoli in transito per intervenire immediatamente in caso di incidenti o infrazioni, potranno archiviare le immagini per renderle successivamente disponibili alle forze dell’ordine.

 

Sarà inoltre possibile verificare direttamente, tramite il riconoscimento della targa, l’appartenenza di un veicolo ad una speciale “black list” (una lista di mezzi già segnalati e conosciuti come a rischio o potenzialmente pericolosi) per allertare le forze dell’ordine. Il sistema prevede anche di installare una serie di nuove telecamere nei punti più critici, che andranno ad aggiungersi alle attuali 33 già sparse sul territorio comunale.

 

In totale la città sarà coperta da 64 telecamere. I nuovi dispositivi saranno dotati di collegamenti diretti in fibra ottica, wireless e adsl con le sale operative della polizia municipale, della questura, dei carabinieri e della guardia di finanza, e serviranno sì per monitorare la viabilità, ma soprattutto per tutelare il patrimonio artistico cittadino e per cercare di prevenire episodi di microcriminalità.

 

Si tratta di una rete a cerchi concentrici che si allarga fino agli ingressi della città dove appunto si trovano altre telecamere. Ma non solo: prossimamente anche le autopattuglie saranno dotate di impianti per la lettura delle immagini dalle telecamere.

 

Una rete da ’grande fratello’ dunque che va a coprire i punti sensibili sia in zone delicate quali le principali vie di accesso e di uscita alla città che in centro. Un esempio di utilizzo pratico delle telecamere ai varchi autostradali? Basti pensare alle vie di fuga di rapinatori o ladri. Inoltre la telecamera sarà già di per sè un deterrente laddove sarà posizionata, ad esempio in centro dove spesso non mancano episodi di teppismo o bullismo o dove la criminalità di strada si fa più marcata.

 

Il piano di videosorveglianza, portato avanti dal comitato di cui fanno parte con il prefetto Eleonora Maffei, tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine e l’assessore Milone, è uno dei punti cardine del ’Patto’ che attende ora anche l’apporto delle risorse regionali oltre che della riconferma da parte governativa.
 

 

"Siamo convinti - ha detto il questore Domenico Savi - che la sinergia occhi tecnologici e controlli svilupperà ancor di più efficacemente la nostra presenza sul territorio".

Leonardo Montaleni










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