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LA MOSTRA

Al Museo dei Tessuti arriva 'Superhuman Performance'

Sono anche i tessuti a fare la differenza. E' questo ciò che sottolinea la mostra 'Superhuman Performance', in programma al museo del Tessuto Prato dal 20 giugno al 30 novembre. Nell'esposizione ci sarà anche la maglia in lana con cui Gino Bartali vinse il tour del 1948

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Gino Bartali Prato, 15 maggio 2008 - Quale sarà il motivo che porta oggi Michael Phelps a scivolare via sull'acqua più veloce di Michael Spitz nel 1972 alle Olimpiadi di Monaco? Probabilmente lo stesso per il quale nessun calciatore indosserebbe più la maglia in lana con la quale Paolo Rossi portò il Vicenza Calcio dalla serie B alla serie A nel campionato 1976-77. La risposta sta anche nel nuovo protagonismo dei materiali, non solo quelli degli attrezzi ma anche quelli degli indumenti.
 

 

Pure i 'tessuti' dunque fanno la 'differenza' e il record: è ciò che sottolinea una mostra al Museo del Tessuto di Prato (dal 20 giugno al 30 novembre) intitolata 'Superhuman Performance'. L'evoluzione del tessuto per lo sport', che celebrera' e spieghera' l'alleanza tra uomo e materiali nelle pratiche sportive e nei grandi cimenti fisici.
 

 

Perchè se oggi i nuotatori sono al centro delle polemiche per i nuovi costumi veloci a gamba lunga Lzr-Racer della Speedo, un po' tutti i campioni, in tutte le specialita', condividono i loro successi con dei 'complici': Per citarne alcuni ad esempio Bryan Abama, capitano della nazionale sudafricana di rugby, con la sua sottomaglia tecnica ionizzata che stimola la propria elettricità corporea, Valentino Rossi con la sua tuta in pelle supertecnica, e tanti altri ancora.

 

Perfino Carolina Kostner, la reginetta del ghiaccio, si è fatta 'aiutare' da un costume disegnato da Roberto Cavalli, ricamato e cucito unendo bellezza e comfort elastico. Presentata ieri a Milano, la mostra espone una settantina tra capi d'abbigliamento e divise, tenute sportive e complementi, provenienti da oltre 30 aziende, archivi privati e musei specializzati, tracciando la storia dell'abbigliamento sportivo nell' ultimo secolo, sottolineando come i materiali tradizionali, la lana innanzitutto, abbiano gradalmente ceduto il passo ai tessuti tecnologici e alle fibre di ultima generazione. La mostra, nella prima parte, mette a confronto i capi dei grandi campioni del passato e i prodotti di ultima generazione.

 

Ad esempio vi si potranno trovare la maglia in lana con cui Gino Bartali (nella foto) vinse il tour del 1948 (consegnata ieri dal figlio Andrea), ci sono il completo da sci di Vilma Bisori, e parliamo di Anni '30, e la tuta di Alberto Tomba, e siamo al 1999 ma sembra gia' tanto lontano. La seconda parte dell'esposizione sottolinea soprattutto le performance dei moderni supererori, ormai addirittura 'stimolati' attivamente dai loro indumenti 'intelligenti', in grado di amplificare le prestazioni quasi avessero dei superpoteri.

 

Ecco allora i capi termoregolati con body mapping, cioè con preciso controllo climatico nelle diverse parti del corpo durante l'attività fisica, oppure la giacca da motociclista con l'air bag integrato sul collo, e poi i costumi velocizzanti studiati con la Nasa, gli indumenti ionizzati e stimolanti, quelli idrorepellenti, protettivi, ingnifughi, antiurto. E perfino i blue-jeans, ormai, possono consentire a uno spericolato stuntman di farsi trascinare sull'asfalto da un'auto in corsa, conservando intatto il suo posteriore.










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