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IL BLITZ

Clandestini cinesi al lavoro
700 euro per 15 ore al giorno

Il blitz è avvenuto nel primo pomeriggio di giovedì in una ditta cinese di confezioni di via Amalfi. All'interno del laboratorio sono stati trovati al lavoro 11 operai cinesi: la titolare X. A., 38 anni, residente a Lecce, è stata denunciata per sfruttamento della manodopera clandestina e arrestata dalla polizia

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Prato, 12 aprile 2008 - Lavorano, dicono, dalle 10 alle 15 ore al giorno, ma al massimo intascano 700 euro al mese. Vivono, più o meno dove lavorano, in loculi-dormitorio, senza finestre, in promiscuità, compreso un bimbo di pochi mesi. Questo il quadro che si è presentato alla task force composta da agenti delle volanti e della polizia municipale, oltre che dai vigili del fuoco. Proseguono dunque i controlli antillegalità concertati dal questore Domenico Savi e con l’assessore alla sicurezza Aldo Milone.

 

Il blitz è avvenuto nel primo pomeriggio di giovedì in una ditta cinese di confezioni di via Amalfi. Le forze dell’ordine si sono presentate in uno stabile adibito ad uso artigianale al cui interno, tramite tramezzi di legno e cartongesso, erano stati creati due distinti magazzini, ciascuno con il proprio accesso, perché sedi di altrettante ditte artigianali di confezioni. Il magazzino della Confezioni Perla era stato frazionato in otto stanzette prive di finestre, più una adibita a cucina.

 

All'interno del laboratorio l'attività produttiva era in pieno svolgimento e sono stati trovati al lavoro 11 operai cinesi impegnanti alle macchine taglia e cuci. Dai controlli effettuati è risultato che solo la titolare della ditta era regolarmente presente sul territorio italiano.  La titolare X. A., 38 anni, residente a Lecce, è stata denunciata per sfruttamento della manodopera clandestina e arrestata dalla polizia che ha anche provveduto ad identificare ed accompagnare in questura i clandestini per i successivi provvedimenti di espulsione.

 

La polizia municipale ha proceduto alla contestazione per l'uso abitativo del magazzino in promiscuità con l'attività produttiva, sequestrando 16 macchinari ed ha inoltre sottoposto l'immobile a sequestro penale preventivo per le violazioni edilizie accertate, con conseguente denuncia penale. All'interno del secondo magazzino, sede delle Confezioni Kelly, erano invece presenti tre cinesi ed anche un bambino di pochi mesi. Tutti stavano dormendo all'interno di stanzette-dormitorio.

 

 La task force è entrata senza difficoltà: il portone di accesso scorrevole era fermato dall'interno con un cacciavite incassato all'apertura, agevolmente rimosso dai vigili del fuoco. In tutto sono state contate 11 stanzette, una delle quali adibita a sala da pranzo con annessa cucina. Sono risultati regolari il bimbo e i genitori, mentre la quarta, clandestina, è stata accompagnata in questura. Anche questo laboratorio è stato posto sotto sequestro penale preventivo dalla polizia municipale, che ha denunciato la titolare cinese, H.L. di 26 anni, residente a Prato, ed a sigillare altri 38 macchinari per confezioni. I vigili del fuoco hanno contestato in entrambe le ditte numerose violazioni della legge 626 sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, verificando inoltre la presenza di bombole di gpl in quantità superiore al consentito.










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