Recentemente presidente di Pratotrade e vicepresidente dell'Uip, Riccardo Marini arriva a diventare il nuovo presidente Uip. I capisaldi: innovazione e competitività. Extracomunitari: regole da rispettare
Prato, 8 aprile 2008 - Riccardo Marini incoronato alla presidenza dell’Unione Industriale Pratese: un risultato ormai scontato. Da lui, nel solco del mandato Longo di cui è stato uno dei vicepresidenti, ci si aspetta che possa traghettare l’imprenditoria pratese oltre la crisi. Impresa vera e propria al momento. Visto le variabili che aleggiano da tempo minacciose sul distretto: globalizzazione e competitività sui mercati internazionali; filiera a corrente alternata con punte di difficoltà profonde e rapporti con i ’colleghi’ cinesi sul mercato interno. Scenario esterno più interno in una parola sola vuol dire crisi. Crisi anche della città a cui Marini ha detto di volersi particolarmente interessare rilanciando la proposta fatta da un imprenditore per la creazione di una sorta di fondo di solidarietà in risposta all’appello lanciato dal vescovo Simoni a Pasqua.
Futuro produttivo complesso e irto in cui Marini vuole muoversi con un lavoro di squadra come ha tenuto a ribadire nel suo primo discorso da presidente dell’Uip (ha anticipato alcune linee guida del suo futuro programma al consiglio direttivo, che, secondo una nuova procedura statutaria, dovrà essere poi presentato in assemblea prima dell’elezione). Marini ha precisato che da parte sua c’è la massima apertura all’ascolto delle proposte dei soci, anche ai fini della messa a punto del programma; ha anzi raccomandato ai consiglieri, e loro tramite alle sezioni merceologiche in cui si articolano le aziende socie dell’Unione, di considerarlo "a disposizione per ricevere idee ed indicazioni". A sua volta ha chiesto "di mantenere e potenziare la disponibilità dei soci alla partecipazione alla vita dell’associazione". L’intervento di Marini ha fatto riferimento "alla diffusa preoccupazione per un futuro del distretto dal profilo ancora incerto, partendo da un presente che sembra accentuare la divaricazione fra realtà aziendali vivaci e dinamiche e viceversa altre in maggiore affanno". Nodo cruciale, ha detto Marini, "è la filiera tessile, che con sempre maggior evidenza richiede un lavoro di studio e approfondimento che conduca a nuovi modelli organizzativi". Ma anche i temi dell’innovazione, della formazione e dell’energia e di una nuova e più qualificata internazionalizzazione delle imprese sono stati individuati come strategici. Ugualmente importanti sono reputate da Marini, con la condivisione del consiglio direttivo, "le problematiche legate alle condizioni per il recupero di competitività delle imprese e quindi al contesto territoriale, alla sua infrastrutturazione e capacità di supportare adeguatamente le attività produttive sul piano della programmazione urbanistica e dei servizi". Intoccabile per Marini l’autonomia di Gida.
Sono state citate anche le criticità più generali, di ordine sociale, che investono la città, a cominciare dalla questione dell’immigrazione e delle imprese extracomunitarie: è stata ribadita la necessità, "accanto alle politiche per l’integrazione", anche di misure "efficaci" per garantire il rispetto delle regole. E’ stato poi richiamato con interesse e consenso l’appello del vescovo dei giorni scorsi e considerata con attenzione, in vista di una sua possibile attuazione pratica, la proposta avanzata su 'La Nazione' da un imprenditore sulla costituzione di un fondo di solidarietà alimentato dalle imprese.
Oggi, giovedì 10 aprile si chiuderà ad Officina Giovani la rassegna On Stage. Questa ultima serata sarà dedicata all'hip hop. Ad esibirsi saranno due artisti italiani. Fabio Tosti (nella foto) conosciuto nell'ambiente come Kero e GuasthoMc. Ingresso libero dalle 22