Una rissa tra sei ragazzi italiani con sparatoria per cause ancora da accertare, bossoli per terra, due feriti portati all’ospedale. Secondo una prima ricostruzione dei fatti quattro ragazzi hanno picchiato due ventenni in via del Purgatoio. Alla base dell'accaduto ci sarebbe stato un banale incidente d'auto
Prato, 31 marzo 2008 - Una rissa tra sei ragazzi italiani con sparatoria per cause ancora da accertare, bossoli per terra, due feriti (per fortuna non gravi) all’ospedale: non è stato proprio un tranquillo pomeriggio domenicale quello di ieri in via del Purgatorio, in una giornata decisamente turbolenta sotto il profilo dell’ordine pubblico.
Sono le 18.30 quando nel giardinetto che collega un vialetto interno di via del Purgatorio e via Nenni risuonano minacce, grida e poi colpi di pistola. Cinque colpi secondo alcune testimonianze. Poi c’è la fuga di quattro ragazzi in motorino, l’arrivo del padre di uno dei feriti e poco dopo le ambulanze. I due italiani che hanno avuto la peggio hanno ferite al volto, sono stati presi a pugni. Sembra si sia trattato di un agguato degli altri quattro, ma la cosa appare ancora poco chiara, con una versione ancora tutta da confermare (e a ieri sera senza nessun riscontro) di una sorta di regolamento di conti in seguito a uno sgarro automobilistico, il graffio di una macchina.
Di sicuro c’è che i colpi di pistola sono stati effettivamente sparati (pur senza colpire nessuno, a quanto sembra), visto che la polizia, intervenuta sul posto ha rinvenuto i bossoli di una calibro 22, e che pur essendo accaduto tutto proprio sotto una serie di palazzi dove abitano tante persone, di testimoni non sembrano essercene. A parte la ragazza e il padre di uno dei feriti, un ventenne, che confermano la versione data dai due ragazzi. "Mio figlio - racconta l’uomo - stamani (ieri matttina, ndr) all’alba ha avuto un piccolo incidente con un motorino che gli ha graffiato la macchina. Si è dato appuntamento col ragazzo del motorino in giornata e si sono trovati nel giardinetto verso le 18. Poi da dietro i cespugli sono saltati fuori in cinque e lo hanno pestato, quindi ho sentito i colpi di pistola e qualcuno che urlava di sparare». Secondo l’uomo, dunque, suo figlio era solo contro cinque e in questo la sua ricostruzione differisce da quella che ieri i poliziotti erano riusciti a mettere insieme.
Squadra mobile e polizia scientifica indagano sull’accaduto in un contesto, però, non facile per ricostruire i fatti. "Questi sono palazzi di persone che si fanno i fatti loro - dice il padre di uno dei feriti, puntando il dito contro i vicini di casa - nessuno parla, nessuno dice niente. Possibile che nessuno abbia visto o sentito nulla?".
Roberto Davide Papini
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