Prato, 29 febbraio 2008 -Migliore accoglienza e comfort, rafforzare la dotazione delle tecnologie, potenziare il personale (soprattutto il servizio di radiologia con una quindicina di dipendenti in totale tra cui 5 medici radiologi, 5 infermieri specializzati e 5 tecnici). Ecco le linee portanti della riorganizzazione del pronto soccorso per cui la regione ha stanziato fondi per 600mila euro di cui 438mila destinati a interventi di carattere organizzativo e il rimanente a interventi strutturali ed impiantistici. Bruno Cravedi, direttore generale dell’Asl 4 illustrando il piano ha spiegato: "Gli obiettivi sono la riduzione dei tempi di attesa e di permanenza in pronto soccorso, il miglioramento della qualità di prestazione percepita dagli utenti e l’appropriatezza dei ricoveri".
Gli accessi al pronto soccorso sono aumentati, anche per i casi di minore gravità, mettendo spesso in difficoltà la struttura e a disagio i cittadini. "Quello dell’uso inappropriato e dell’accesso di casi non urgenti che tolgono tempo e forze sanitarie alle reali emergenza" è il nodo cruciale che durante la presentazione hanno sottolineato anche Joseph Polimeni, direttore medico del presidio ospedaliero e Marco Becheri, direttore dell’unità di emergenza e accettazione dell’Asl 4. "Ciò ha portato all’istituzione del sistema dei codici colore - hanno detto - con ambulatori specificatamente dedicati ai ‘bianchi’ e agli ‘azzurri’ per rispondere a questa tipologia di bisogno con tempi ragionevoli, anche attraverso una particolare attenzione agli aspetti relazionali e psicologici".
Ma non solo. All’interno della struttura delle emergenze è stato individuato un 'collo di bottiglia'. Si tratta dell’alta percentuale di accessi per prestazioni diagnostiche strumentali radiologiche. "Il superamento di questa criticità - ha aggiunto Cravedi - prevede la disponibilità di una radiologia funzionale alle esclusive esigenze del dipartimento di emergenza e accettazione, dotata delle tecnologie sufficienti. Nell’ospedale di Prato le strumentazioni (tac, ecografi e apparecchi di radiologia) sono adeguate alle esigenze del pronto Soccorso".
Collo di bottiglia 'radiologico' in entrata, ma anche in uscita dove sorge il problema del 'superamento del blocco'. Infatti l’attuale sovraffollamento è dato anche dalla difficoltà in uscita dal sistema pronto soccorso (verso il proprio domicilio con trasporto assistito o sociale, oppure verso il ricovero e i letti di degenza ordinaria). Quando i pazienti non possono essere trasferiti dal pronto soccorso ai reparti, essi occupano non solo gli spazi fisici delle sale, ma soprattutto assorbono risorse professionali, riducendone la disponibilità per i cittadini in attesa. E allo studio c’è proprio il miglioramento della procedura per aumentare la capacità recettiva nei reparti e consentire il trasporto del paziente in maniera più celere verso il reparto di degenza. Inoltre, la sala di attesa del pronto soccorso sarà ampliata e dotata di reception per l’accoglienza, registrazione e informazione separata dall’attività di triage. Il cittadino sarà informato del significato codice-colore attribuito e delle modalità di svolgimento dell’assistenza. I parenti in attesa, su consenso dell’interessato, riceveranno periodiche notizie sullo svolgimento delle attività e dei risultati assistenziali.
Infine, ma è la cosa più importante, il tempo di permanenza nel pronto soccorso, per i cittadini non indirizzati al ricovero o all’ osservazione breve, non dovrà superare le 4 ore a decorrere dall’accoglienza (entro un’ora a decorrere dall’accettazione amministrativa i pazienti classificati come codici verdi, devono essere valutati da un medico della struttura stessa). Secondo quanto previsto dalla delibera regionale tutti gli interventi dovranno essere realizzati entro il 2009.
Venerdì 7 marzo al Teatro Politeama, si terrà una speciale edizione di Stazioni Lunari: un incontro tra il canto popolare e la musica d’autore al femminile. Protagoniste in questo appuntamento saranno infatti Teresa De Sio, Cristina Donà (nella foto) e Ginevra Di Marco, e ancora Riccardo Tesi, compositore, strumentista, ricercatore, autentico pioniere dell’etnica in Italia