Giancarlo Martelli è uno dei filatori storici di Prato, titolare della Filatura di Galceti. Ha riproposto il problema dei pagamenti e delle modalità di lavoro nel 2008 facendo un paragone con un accordo del 1937
Prato, 21 febbraio 2008 - "Pagamento a 30 giorni per contanti, con sconto del 3%". Difficilmente nella prossima riunione con i verici dell’Unione industriale pratese, i filatori della Cna riusciranno ad avvicinarsi a questo risultato per i tempi di pagamento delle lavorazioni. Eppure, ciò che ora sembra avveniristico e fantasioso (guardando a una realtà dove i pagamenti sono molto più dilazionali, per usare un eufemismo) in realtà era prassi negli anni Trenta.
Anzi, non solo prassi, ma regola consolidata e codificata su tanto di tariffario, come recita l’ “Accordo fra le aziende di filatura lavoranti per conto terzi” siglato il 4 settembre del 1937. Una circostanza che fa dire a Giancarlo Martelli, uno dei filatori storici di Prato (titolare della Filatura di Galceti) che "si stava molto meglio negli anni Trenta, oggi quando va bene i pagamenti sono a 120 o 180 giorni".
Il problema, però, non sono solo i tempi di pagamento, ma soprattutto le tariffe, no?
"Certo, infatti qui stiamo lavorando sulle tariffe di 15 anni fa, ma poi c’è un’altra cosa da notare rispetto al passato".
Quale?
"Vede, proprio in quel tariffario del 1937 si diceva esplicitamente che quelle tariffe erano 'normative' e che presupponevano la preventiva trattativa con i fabbricanti, in assenza della quale si consideravano accettarte. Insomma, il filatore mandava la tariffa al produttore e o c’era un’accettazione oppure una trattativa. Oggi invece accade il contrario e il lavoro viene messo all’asta cercando di andare sempre più al ribasso. Prima c’era un rispetto delle parti, ora solo un’ingordigia a danno dei terzisti".
Con quali conseguenze?
"Che ora ci sono una cinquantina, forse sessanta filature contoterzi e sa andando avanti così come va a finire? Che a parte il 20% che va benino, le altre sono destinate a chiudere e questo, ovviamente, decreterà la fine del cardato a Prato".
Addirittura? Niente più cardato?
"Per forza, non ci saranno più le lavorazioni perché con queste tariffe e questi tempi di pagamento strangolano tutti i terzisti. Ma non viene in mente alla Uip una cosa del genere? Non si rendono conto di questo? E poi dicono di voler puntare suilla qualità, ma così è impossibile farla".
Dunque, addio qualità?
"Certamente, perché gli impannatori scaricano i loro costi sui terzisti e questi per accaparrarsi un lavoro accettano tariffre bassissime. a quel punto molti non fanno più manutenzione, ovviamente per risparmiare sui costi molti usano materiali peggiori. Insomma, un disasatro e nessuno ci dà una mano, solo tante parole".
Da parte di chi?
"Da parte della Uip, certo, ma alla Regione non viene in mente di dare un aiuto sulle tariffe energetiche? E il Comune che dice tanto, non potrebbe intervenire con agevolazioni sulle tariffe dei rifiuti che paghiamo salatissime? Sa cosa si dovrebbe fare per restare a galla?".
Cosa?
"Lavorare alla cinese, prendere lavoratori irregolari, pagarli un tozzo di pane. Invece per noi che paghiamo tutto è impossaibile andare avanti".
Roberto Davide Papini
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