Era appena tornato da un viaggio a Prato
L'avvocato Bovio si è sparato a Milano
Corso Bovio, uno dei più noti legali italiani, si è suicidato all'interno del suo studio. Era rientrato dalla città toscana, dove si era recato per una causa, intorno alle 14. Sgomento tra i colleghi
Prato, 9 luglio 2007 - Era appena tornato da un viaggio di lavoro a Prato, dove si era recato per una causa, l'avvocato Corso Bovio (nella foto), uno dei più noti legali italiani, che si è suicidato all'interno del suo studio a Milano, a pochi passi dal Palazzo di Giustizia, sparandosi colpo di pistola.
Prima del fatale gesto aveva consegnato a un suo collaboratore una busta indirizzata alla moglie. E' quanto è stato possibile ricostruire dalla parole del presidente dell'Ordine degli avvocati di Milano, Paolo Giuggioli, giunto negli uffici di Bovio.
Corso Bovio era tornato da un viaggio di lavoro a Prato intorno alle 14 di oggi. "Era tranquillissimo e aveva fatto questo viaggio accompagnato da un suo assistente", ha spiegato Giuggioli, aggiungendo però che l'avvocato aveva lasciato ad un suo assistente una lettera da consegnare alla moglie. "Da darle dopo successive istruzioni - ha spiegato ancora Giuggioli - ma sembrava un fatto del tutto normale".
La moglie di Bovio, l'avvocato Rita Percile, è passata allo studio di via Podgora intorno alle 15.30, andando via poco dopo. Giuggioli, visibilmente commosso, spiega infine che Bovio "lavorava tantissimo sia come penalista che per i procedimenti interni all'Ordine degli avvocati".
Ad avvertire i carabinieri, intorno alle 14.15, è stata la centrale del 118, che avvertiva che in uno studio legale in via Podgora numero 13 a Milano si era verificato un suicidio. Sotto lo studio si è radunata una folla di avvocati, giornalisti e anche magistrati, che si dicono tutti sgomenti per la morte di Bovio. Nessuno si aspettava un gesto come questo.
''Era tranquillissimo, ci siamo abbracciati affettuosamente. Era arrivato ieri sera e ci eravamo visti per discutere della causa: era tranquillo''. Così, ancora sconvolto, l'avvocato Gaetano Berni ha ricordato Corso Bovio insieme a cui, stamani a Prato, ha difeso il commercialista Annibale Viscomi.
Il commercialista, insieme all'imprenditore Francesco Franceschini, era finito sotto processo con l'accusa di aver corrotto il giudice fallimentare Mario Conzo nella vicenda del fallimento dell'ex mobilificio Aiazzone. La sentenza questo pomeriggio: Viscomi è stato condannato a due anni, mentre Franceschini è stato assolto. All'inizio dell'udienza di oggi, Bovio ha chiesto di parlare per primo e, poco dopo le 9.30, ha svolto la sua arringa a favore di Viscomi, chiedendone l'assoluzione. Poi, insieme a un suo collaboratore, ha lasciato il palazzo di giustizia di Prato e in macchina si è diretto verso Milano.
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