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Primarie, Pontedera va ai renziani "Ma non avremo scossoni"

Breccia nella roccaforte di Enrico Rossi: le reazioni

Soltanto al Romito e nella frazioncina di La Rotta, storico feudo ‘rosso’ del Comune di Pontedera, Bersani ha battuto Matteo Renzi

Firenze, il presidente della Regione Rossi al Verdi incontra i ragazzi del progetto 'Giovanisì' (New press photo)
Firenze, il presidente della Regione Rossi al Verdi incontra i ragazzi del progetto 'Giovanisì' (New press photo)

Firenze, 27 novembre 2012 -SOLTANTO al Romito e nella frazioncina di La Rotta, storico feudo ‘rosso’ del Comune di Pontedera (comunisti e socialsti insieme hanno sempre battuto la Dc anche quando, negli anni Cinquanta, a livello nazionale era il primo partito) Bersani ha battuto Matteo Renzi. Ma di poco. «Sento dire — commenta Marco Papiani, renziano pontederese della prima ora e assessore al bilancio di Palazzo Stefanelli — che il successo di Renzi anche a Pontedera è stato influenzato dalla partecipazione al voto di persone che non avevano mai votato per il centrosinistra. Ma non vedo una contraddizione perché da persona che ha a che fare con i numeri constato che se andassero a votare gli stessi elettori della volta scorsa, il centrosinistra non non vincerebbe le elezioni. Insomma, abbiamo bisogno di più voti». I «renziani» Papiani e il vicesindaco e responsabile degli aiuti ai popoli del terzo mondo, Massimiliano Sonetti, in fascia tricolore, erano ieri mattina nell’aula consiliare ad accogliere Aminatou Haidar. attivista dei diritti umani Saharawi. Il sindaco Simone Millozzi, invece, non c’era «perché impegnato in un’altra iniziativa», hanno spiegato in Comune. Ma anche Papiani, come già Sonetti domenica notte dopo lo spoglio delle schede, né minaccia né prevede scossoni nell’amministrazione comunale di Pontedera. Al cui indirizzo una critica viene mossa da Giacomo Maccheroni, leader dei socialisti alleati col Pd a Palazzo Stefanelli, che vede la vittoria di Renzi come «una conseguenza del progressivo distacco che da tempo verdo e denuncio tra i cittadini e i palazzi anche locali della politica e del potere».

DOPO aver ammesso la sua delusione, il «bersanianissimo» segretario del Pd, Antonio Pasquinucci, parla della necessità di «un esame di cosa è successo partendo dal fatto che a queste primarie hanno votato Pontedera quasi 800 persone in più. E probabilmente qui ha attinto Renzi. Ma non prevedo conseguenze concrete nella politica cittadina, e ora lavoriamo per il ballottaggio».

Ieri mattina in comune c’erano anche Angela Pirri, ricercatrice universitaria di origine calabrese, e Selene Caselli, studentessa, referenti del comitato per Renzi. «Se abbiamo ottrenuto questo risultato — dice Angela — è perchè anche a Pontedera abbiamo ripreso a parlare di politica concreta, incontrando la gente sui temi della sanità, sul lavoro, sui grandi temi etici, mentre il Pd in questi ultimni decenni ha fatto soprattutto opposizione ai governi, pur deleteri, di Berlusconi...». Ma una calabrese ci può dare una sua opinione anche il perchè dell’insuccesso di Renzi nel Sud Italia. «Da Napoli in giù — risponde decisa — e nonostante che ci sia andato per questa campagna delle primarie, lo conoscono ancora poco».
 

di MARIO MANNUCCI

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