Pontedera, 16 marzo 2017 - C'èqualcosa di più di un segnale positivo. Ci sono certezze anche in assenza della firma. "Dopo  settimane di ansia e preoccupazione, nei quali anche la Regione Toscana e il Comune di Pontedera sono intervenuti con i sindacati e l’azienda per discutere ad un tavolo regionale la vicenda, pare delinearsi una situazione di salvaguardia e sviluppo del sito lavorativo di Artoni a Gello», dice l’assossore comunale Marco Cecchi davanti alla costatazione che la sede di Pontedera è ufficialmente tra quelle che  Fercam ha deciso di acquisire.

 A dare notizia dello stato dell’arte della crisi del gruppo Artoni, fa sapere Cecchi che segue la vicenda fin dal primo istante, è stata una fonte importante dopo l’incontro al Mise: la presidente nazionale Cna-Fita Cinzia Franchiniche ha spiegato come Genova e Trieste  – invece – «sarebbero i centri Artoni che rimarrebbero in attività per consentire la cassa integrazione straordinaria per i 488 dipendenti del gruppo, dipendenti che da oltre due mesi non percepiscono stipendio». Il problema tuttavia non riguarda solo i dipendenti, ma un intero indotto che da lavoro a oltre 2.500 persone. A Pontedera ci sono 10 dipendenti Artoni e 23 di una cooperativa in appalto. All’accordo manca il sigillo ufficiale con la defnizioni, insieme ai sindacati, di tutta la parte che riguarda i lavoratori,