Santa Croce, 17 marzo 2017 - E' andata da sola a cercare i padroni a casa per avere aiuto: stremata si è fermata nelle siepe dove Pamela Dandria, proprietaria della tenuta di agility dog Qua la Zampa a Staffoli, l’ha trovata. «Urlava dal dolore che sentiva quando l’abbiamo presa in collo per portarla dal veterinario». Questa è la storia di Zampa che si è allontanata per qualche ora dal «campo» e forse è andata a disturbare qualcuno. «E’ l’idea che mi sono fatta – dice Pamela – Magari si è avvicinata ad una casa, è entrata in un giardino e per tutta risposta le hanno sparato». Zampa è un segugio dolcissimo, una trovatella che due anni fa fu lasciata da ignoti al campo di Dandria: «Siamo stati fortunati in due ad incontrarci – aggiunge – Ma quest’esperienza è stata terribile, ho fatto denuncia, so che i carabinieri stanno lavorando». 
I fatti sono di alcuni giorni fa. Alle 13 del giorno del ferimento del cane Pamela Dandria si recò al campo per vedere come stanno i tre cani (altri li tiene a casa) che vivono lì: Peggy, il meticcio Luna e il segugio Zampa. C’era solo Peggy. Luna però dopo qualche ora – a metà pomeriggio – è rientrata da sola.

Ma di Zampa neanche l’ombra. Si farà viva a sera, appunto, a casa e ferita. Il primo pensiero per la padrona è che il cane fosse stato investito da un’auto. Niente di tutto ciò: una volta portato dal veterinario, le lastre hanno mostrato cos’era veramente successo. Qualcuno le ha sparato con un fucile a pallini. «E dai colpi e all’esito della visita – dice Pamela – sembra proprio che sia stata colpita di proposito. Questo aspetto rende il tutto inquietante». 
Ora Zampa, campionessa di agility dog, è viva, sta bene e riesce a camminare. Proprio per queste sue doti di sveltezza e agilità sembra strano che sia riuscita a beccarsi dei pallini su tutto il corpo accidentalmente. Quello che è successo ha fatto rivivere alla proprietaria del cane un episodio di un anno fa e che, a sua volta, è stato al centro di una denuncia e delle relative indagini del militari dell’Arma. Un anno fa davanti alle canne del fucile ci finì Peggy – anche lei viva e oggi in gran e forma – e non ci finì per caso: «fu colpita dentro la tenuta, non come in questo caso in un’occasione in cui si trovava fuori». Pamela ha segnalato ai carabinieri anche notizie e foto distorte uscite in questi giorni in rete sui fatti.