Pontedera, 8 febbraio 2018 - Per coltivare bene un vigneto ci vuole il giusto mix tra innovazione e tradizione. Servono i droni e i robot, lo studio della terra e dei cambiamenti climatici. Ma ci vogliono anche i rami del salice per legare le viti, come viene fatto da sempre, e si consultano antichi lunari, come scrive sapientemente il professor Alessandro Petri, per ventisette anni agronomo del Sassicaia.

"Eco-sostenibilità e cambiamenti climatici in agricoltura" è il tema del convegno nazionale che ha avuto luogo oggi, giovedì 8 febbraio, nell'aula magna dell'istituto superiore Enrico Fermi di Pontedera dove da cinque anni è attivo un corso di agraria diretto dal professor Aldo Bronzini che ha lanciato l'idea del convegno poi organizzato insieme ai colleghi Alessandro Petri e Rita Mattei.

Ed è stata proprio l'attività di agronomo del Sassicaia (uno dei più grandi vini di sempre) svolta dal professor Petri che ha dato lo spunto per mettere intorno allo stesso tavolo docenti universitari degli atenei di Firenze (Mattii e Vieri), Pisa (D'Onofrio e Brunori), Milano (Scienza) e Verona (Boselli), importanti aziende e il Crea (Consiglio di ricerca in agricoltura) di Arezzo rappresentato dal dottor Storchi. Un centinaio gli uditori del convegno, tra questi anche alcuni studenti delle classi quinte del Fermi che sono alle prese in questo periodo anche con la scelta universitaria. Sono state vere e proprie lezioni di agricoltura, dalle origini alla modernità. Il convegno ha avuto lo scopo di tastare il polso all'andamento meteorologico per far fronte alle avversità climatiche dandogli un giusto e obiettivo inquadramento, ma anche quello di fare il punto dello stato dell'arte, per proporre innovazioni tecnologiche e scientifiche che siano di sostegno a un nuovo modo di fare viticoltura sempre più sensibile e basato su criteri ecologici di sostenibilità e di rispetto dell'ambiente. Il Fermi, diretto dal professor Luigi Vittipaldi, ha dato la possibilità agli esperti di confrontarsi e agli studenti di approfondire una tematica interessantissima per il loro presente e il loro futuro.

gabriele nuti