Pontedera, 8 agosto 2017 - Si scava nelle ultime ore, gli ultimi contatti, i tormenti. E’ attraverso il pc e il telefono cellulare, che sono stati stati sequestrati – oltre che su una serie di testimonianze –, che le indagini disposte dalla Procura della Repubblica di Pisa e delegate alla Polfer stanno cercando di scrivere il copione della morte di un ventenne marocchino della Valdera travolto da un treno in corsa. Il ragazzo morì all’alba del primo di agosto. Un giovane che era perfettamente integrato – a sentire chi lo conosceva bene –: era nato a Pontedera, frequentava un gruppo di amici, aveva da poco terminato di lavorare come animatore in un villaggio, a settembre sarebbe andato all’Università e aveva già una vacanza in programma. Qualcosa, però, da qualche tempo, forse, lo turbava. L'inchiesta sta cercando di capire come il ventenne ha trascorso gli ultimi giorni, chi lo ha visto prima che si gettasse sotto il treno, se qualcuno sapeva e sa delle sue angosce. S’indaga – anche l’attività sui social da parta del ragazzo sarebbe già stata sottoposta ad una prima analisi – per escludere il coinvolgimento di altre persone in questa storia. Per questo nel cellulare e nel pc si cercano se non delle risposte almeno degli indizi che facciano escludere che il gesto non sia in realtà, magari, una qualche prova di coraggio.

La morte di questo ventenne ha destato amarezza e sgomento nelle tante persone che lo conoscevano e lo frequentavano. Stasera si terrà anche una partita di calcio in sua memoria tra due squadre di amici. Il giovane era appassionato di calcio e da juniores aveva militato in varie compagini giovanili della zona. Mercoledì mattina la salma, dall’istituto di medicina legale sarà portata nel cortile di casa, dalle 11 alle 14, e tutti quelli che vorranno salutarlo potranno farlo. Non sarà una cerimonia funebre, solo un saluto. Il pomeriggio dello stesso giorno, da Bologna, la salma prenderà il volo per il Marocco. La morte di questo giovane ha destato vasto cordoglio: il ragazzo era amato, aveva tanti amici, era un tipo solare. Nessuno si aspettava quello che è successo. Tante persone hanno partecipato alla raccolta fondi per aiutare la famiglia a rimpatriare la salma. I familiari sembra avessero sentito una ultima volta il ventenne intorno alle 13 del giorno precedente la morte.

Da quella telefonata, che non avrebbe destato particolari preoccupazioni, il telefono del giovane sarebbe sempre risultato spento: una manciata di ore dopo, alla prime luci di un nuovo giorno, il treno se lo sarebbe portato via. Cosa portò il ventenne sui binari? E’ sempre stato solo quella notte? Cosa lo tormentava? Aveva visto qualcuno poco prima? Aveva parlato con qualcuno al cellulare o via chat? Era dentro un gioco? O le ragioni sono tutte in un inferno di pensieri che lo avrebbero assalito di recente? Si cercano risposte mentre lui tornerà nel paese d’origine della famiglia. Lontano dagli amici con cui è cresciuto e che lo piangono.