Fornacette (Pisa), 5 gennaio 2018 - Il prossimo 12 gennaio i sostenitori della conservazione almeno parziale, con un po’ di verde e magari museale della pista dove subito dopo il secondo dopoguerra si esibirono grandi campioni che hanno fatto la storia del ciclismo, inizieranno una raccolta di firme per impedire che sparisca del tutto quello che considerano un monumento e un simbolo per il paese. Un simbolo che è stato demolito definitivamente prima di Natale, quando la ruspa ha raso al suolo lo spicchio del velodromo che, nelle intenzioni, doveva essere restaurato per ospitare anche il museo del ciclismo. Ma il velodromo, che fu demolito in parte 8 anni fa, è stato cancellato tra la rabbia e le proteste dei residenti.

Una battaglia ormai aperta contro la prevista lottizzazione che, insistono i sostenitori, cancellerebbe ogni traccia del velodromo Casarosa dentro il quale c’era anche il campo sportivo per giocare al calcio e nel cui contesto fu anche in attività per diversi anni il campo da tennis che d’estate organizzava “mitici tornei”.

L’appuntamento fissato dal gruppo Sirivolelapista per le 17,30 al circolo operaio, anch’ esso simbolo fornacettese sarà corredato anche dalla proiezione di filmati d-epoca e sarà concluso da un brindisi augurale. Un augurio che della pista possa restare qualcosa di concreto.

«La manifestazione – dice Gabriele Orsini, personaggio importante di Fornacette – è dedicata soprattutto sia ai giovani di ieri che la pista l’hanno frequentata che a quelli di oggi che non la potranno godere se non si mobiliteranno contro lo scempio urbanistico che sia sta verificando».

La storia recente, quella degli ultimi 10 anni, parla di una lottizzazione che per vari motivi non è partita subito e che solo ora si è messa in moto con l’ingresso delle ruspe.

Ora la parola passa direttamente a chi firmerà la petizione proposta dal gruppo di fedelissimi alla memoria della pista.

Mario Mannucci