Pontedera, 4 gennaio 2018 - Si sono chiuse con l’archiviazione le indagini della procura federale della Figc per il presunto illecito sportivo tentato, secondo le intercettazioni degli inquirenti, per la gara Prato-Tuttocuoio, finale di ritorno dei playout di serie C giocatasi il 28 maggio scorso (ma nell’occhio del ciclone era finita anche quella di andata, svoltasi sette giorni prima) che aveva sancito la retrocessione fra i dilettanti del club di Ponte a Egola. La società neroverde si è sempre detta estranea alla vicenda, e infatti le intercettazioni registrate vedevano coinvolti solo personaggi legati al sodalizio biancoceleste.

Nei mesi scorsi i magistrati avevano comunque tenuto l’audizione anche di sette tesserati del Tuttocuoio all’epoca dei fatti contestati. Primo su tutti il presidente, ora ex, Andrea Dofi, ma anche giocatori quali Caciagli, Nocchi, Provenzano e Tiritiello oltre all’allenatore Di Petrillo, anch’essi attualmente non più nel club conciario.

In questa vicenda, come detto, il Tuttocuoio comunque non solo sarebbe stato estraneo, ma, in caso di responsabilità emerse, si sarebbe costituito parte lesa, «dal momento che – come ebbe a dire a suo tempo Dolfi – quella retrocessione ha costituito per me una forte perdita economica, per cui se saltasse fuori che non è maturata sul campo mi sentirei doppiamente danneggiato». Le indagini condotte hanno invece dimostrato che non è stato così e che non c’è stato alcun tentativo di illecito. Così alla fine a tirare un sospiro di sollievo è il Prato, che, attualmente ultimo nel campionato di serie C, non si vedrà comminare penalizzazioni in classifica.

Stefano Lemmi