Fauglia, 8 agosto 2017 - Ora c'è un clima nuovo nel centro per adolescenti e giovani adulti della Stella Maris a Montalto. Un post pubblicato dall’associazione famiglie (Agosm) sulla pagina Facebook lo testimonia e, oggi, si carica di significati. «Speriamo che presto anche la magistratura chiuda le indagini e che si possano veramente tirare le somme e chiudere questo doloroso capitolo – si legge nel post – . Siamo stanchi, molto provati, abbiamo voglia di nuovo, abbiamo bisogno di chiarezza e di definizioni, abbiamo bisogno di sapere di chi ci possiamo fidare, vogliamo finalmente ricominciare e andare dritti alla qualità per i nostri figli».«La nostra associazione come sempre si adopera e si adopererà alla massima collaborazione con la direzione per il benessere dei ragazzi di Montalto – prosegue il post – Un grazie immenso alle nostre due dottoresse per quanto hanno fatto e quanto ancora, con grande sapienza, professionalità e amore faranno». I riferimenti sono, ovviamente, alla vicenda dei presunti maltrattamenti da parte di nove operatori (sospesi dal servizio) ai danni di una ventina di ospiti: una vicenda per la quale ci sono indagini in corso da parte della Procura della Repubblica di Pisa, condotte con grande scrupolo da sostituto Paola Rizzo. Indagini che dovrebbero essere alle battute finali e che, con la chiusura, potrebbero anche allungare la lista degli indagati.

Sotto il post ci sono molti commenti, positivi verso il nuovo corso, carichi di speranza per le indagini. La mamma di uno degli ospiti del centro scrive, riferendosi al figlio: «Da molti mesi ormai viene sempre a casa senza lividi. Mi avevano fatto abituare al fatto che fosse normale, che avvenissero costanti parapiglia in una convivenza così complicata». Se i presunti maltrattamenti ci sono stati, tuttavia, lo appureranno le indagini e l’eventuale processo che su queste dovrà aprirsi. Tutto è cominciato nell'agosto dello scorso anno con la denuncia di una mamma, seguita anche da lettere anonime (due delle quali indirizzate alla Guardia di Finanza). La Procura della Repubblica si è avvalsa di riprese video con telecamere nascoste in un refettorio che avrebbero documentato gli episodi di maltrattamenti: a seguito di quelle immagini il pm chiese ed ottenne dal gip le misure cautelari nei confronti di nove operatori.