Pointedera, 12 luglio 2017 - E' stata la mano di Solomon Nyantakyi, calciatore ganese che ha giocato anche nel Tuttocuoio, a uccidere ieri seranell'appartamento dove vivevano, al sesto e ultimo piano di un palazzone vicino alla stazione di ParmaNfum Patience, 45 anni, e Magdalene Nyantakyi, di appena 11. Nfum e Magdalene erano la mamma e la sorella di Solomon. Il giovane, 21 anni, era fin da subito tra i sospetti. Il suo cellulare infatti risultava irraggiungibile sin dalla presunta ora del delitto.

Ieri era stato rintracciato e fermato dalla polfer a Milano. E stamattina ha confessato di avere ucciso la madre e la piccola Magdalene. "Le ho ammazzate io". Il pm in queste ore sta predisponendo il decreto di fermo nei suoi confronti.

Il ragazzo è stato identificato grazie alle immagini del sistema di videosorveglianza della stazione di Parma. La Polfer della città emiliana lo ha riconosciuto nelle immagini mentre saliva sul treno per Milano e ha immediatamente trasmesso il fotogramma ai colleghi delle altre stazioni interessate dal tragitto del treno. Arrivato nel capoluogo lombardo Solomon è così stato subito identificato e fermato. Il 21enne era ricercato da ieri sera, quando un terzo fratello, tornando a casa dal lavoro, si è trovato di fronte alla scena raccapricciante della madre e della sorellina in un lago di sangue, e ha dato l'allarme.

Salomon Nyantakyia  è conosciuto nella città del cuoio essendo stato, appunto, un ex giocatore del Tuttocuoio. Salomon, come gran parte degli adolescenti, sognava il calcio, il grande calcio da serie A. Aveva militato nelle giovanili del Parma e talvolta era stato chiamato, nella stagione 2014/2015, dal tecnico Donadoni in prima squadra. "Ricordo Solomon - racconta Donadoni - si allenava con noi del Parma e lo portai in panchina più di una volta. Non è facile inquadrare il carattere di un giovane calciatore in una squadra di A, ma ricordo che era un ragazzo tranquillo, anzi direi taciturno". Tuttocuoio e Imolese le tappe successive alla militanza nella Primavera del Parma.

«Sono senza parole: Solomon era un ragazzo pacifico e molto taciturno, non avrebbe mai fatto male a una mosca. Ma ha sofferto di depressione». Lo racconta Cristiano Lucarelli, ex attaccante del Livorno e della nazionale, che allenò Solomon nelle giovanili del Parma. «In un anno, lo sentii parlare due volte - racconta al telefono con l'Ansa - Sapevo dei suoi problemi, e l'ho chiamato in Lega Pro al Tuttocuoio un anno fa. Ma dopo quindici giorni di ritiro è voluto andare via, gli mancava la famiglia».

«Dal suo comportamento estroverso nelle giovanili del Parma si vedeva che aveva dei problemi - aggiunge Cristiano Lucarelli - Però mai, mai, mai l'ho visto alzare la voce, litigare con qualcuno, avere una reazione scomposta. Era ipereducato. Ora sono scosso, davvero ha confessato? Era esattamente quel tipo di ragazzo dal quale non ti aspetteresti mai una cosa del genere». Lucarelli non sa se negli anni passati Solomon Nyantiakyi era in cura da uno psicologo, ma sottolinea di aver provato «ad aiutarlo» per la sua depressione.

Di Solomon parla anche l'altro Lucarelli, Alessandro, capitano del Parma anche negli anni in cui il giovane ghanese si aggregò alla prima squadra in A. «Anche io avevo sentito parlare della sua depressione. Era molto tranquillo, un pò chiuso, non legava con nessuno in particolare: qualcosa di singolare tra i suoi coetanei, specie i ragazzi africani molto estroversi. E ora questa cosa incredibile...».