Crespina, 12 luglio 2017 - «Disporremo controlli sull’igiene all’interno delle roulotte, ma anche accertamenti per verificare l’ottemperanza dei genitori all’obbligo scolastico per i figli». E’ un’altra versione del ‘pugno duro’ nei confronti delle carovane di nomadi che stazionano a Lavoria. Il sindaco di Crespina Lorenzana Thomas D’Addona, sotto pressione anche per le continue polemiche della popolazione e delle attività commerciali, sceglie un’altra tipologia di attacco rispetto a quella dell’ordinanza permanente che dispone il divieto di campeggio nelle aree comunali non attrezzate.

«Può essere una strada, ma non così efficace – dice D’Addona –. I problema delle carovane è serio, per farsi sentire bisogna andare da loro, a notificare le ordinanze, in forze: l’ultima volta ci sono stato io personalmente insieme a carabinieri e vigili urbani di tre Comuni: alla fine eravamo una decina. Ma non è sempre possibile fare così, i carabinieri sono sempre molto disponibili ma hanno altro da fare che non venir ad assisterci sempre per questioni di questo tipo, anche i vigili hanno numerosi impegni. Ma se i nomadi vedono arrivare due persone non dico che se ne fregano, ma quasi».

«Non potendo agire sulle roulotte con rimozione coatta o sequestri – dice D’Addona – ho messo in piedi un tavolo di studio che sta verificando come, ad esempio, poter agire sulle auto, con sanzioni più severe e che aprano la porta a possibili provvedimento accessori come il fermo amministrativo».

«Altro aspetto, invece, è il giro di vite sui controlli riguardanti il rispetto delle norme igieniche che è nostra facoltà fare, così come quello, ritengo, sulla condizione dei minori e sull’obbligo scolastico in particolare. Queste sono le soluzioni che stiamo vagliando e che cercheremo di rendere operative: sono le uniche strade, secondo noi, con le quali è possibile spingere queste carovane a venire il meno possibile sui nostri territori, perché qui la vita viene resa loro difficile»

. A Lavoria la situazione è tesa. Le segnalazioni all’amministrazione comunale negli ultimi mesi sono state numerose, gruppi di cittadini avevano minacciato di contattare «Le Iene». La zona, inoltre, è piena di attività commerciali e artigianali, c’è un supermercato e anche una scuola media, nella sede provvisoria. Nei prossimi giorni le prime decisioni.