Pontedera, 11 gennaio 2017 - Dopo cinque ore di lezione, gli studenti delle scuole superiori di Pontedera sono chiamati a una vera e propria odissea per tornare a casa. Bus strapieni, corse che saltano, oltre alla «caccia al posto» che ogni giorno mette a rischio l’incolumità dei ragazzi più esuberanti e, va detto, anche meno educati. In mezzo a questo caos che scoppia sulla piazza dello stadio poco prima delle 13 per terminare neanche venti minuti dopo, ci sono gli autisti dei pullman che dietro il vetro fanno facce che spiegano meglio di altre parole il loro stato d’animo. E poi ci sono i volontari dell’Associazione nazionale carabinieri, capitanati da Antonio Mattera, che cercano di far capire agli studenti l’inutilità della corsa verso i pullman. Ma è una «missione impossibile».

SECONDO un volontario dell’Anc il problema potrebbe essere risolto facendo sostare tutti i pullman sul piazzale prima dell’uscita degli studenti e non farli arrivare in due trance, la seconda delle quali fa scoppiare la «corsa al posto». Ci vorrebbero anche più autobus, non ci sono dubbi. Un pullman partito poco dopo l’una per Santa Croce-piazza Matteotti era stracarico, con alcuni studenti che hanno rischiato di rimanere chiusi nelle porte automatiche. La situazione sollevata dal sindacalista Cisal Giacomo Pagni, con le dichiarazioni rilasciate al nostro giornale ieri, è stata riscontrata anche ieri mattina. Con un problema in più.

DICIOTTO ragazzi che dovevano partire per Santa Maria a Monte sono rimasti a piedi e hanno dovuto chiamare i genitori per farsi venire a prendere a Pontedera, mentre un altro pullman sovraccarico ha avuto un problema tecnico nella zona del Ponte alla Navetta. Una ventina di ragazzi sono rimasti a piedi martedì. E domani è in programma lo sciopero del personale del trasporto dalle 11 alle 15. Sarà un’altra giornata di caos.

IL 19 APRILE del 2016 Rebecca Burchielli, studentessa del «Montale», aveva scritto al sindaco di Pontedera, Simone Millozzi, denunciando che «in tre anni di utilizzo del pullman (allora, ora frequenta la quinta, Ndr) nessuno è mai venuto a fare controlli; in compenso vedo persone che montano senza abbonamento tutti i giorni, pullman con l’acqua nei finestrini, pullman con i topi a bordo, pullman con le porte che non si chiudono». Dal sindaco la studentessa non ha avuto risposta e «neppure veri e propri interventi sul campo». Servirebbero più pullman, più educazione e più controlli. E anche che tutti pagassero il biglietto. Perché il problema principale, forse, è proprio questo.