Pontedera, 19 aprile 2017 - Scritte offensive campeggiano da ieri in via Roma e sul muro all’incrocio tra Via Saffi, Corso Matteotti e via Primo maggio, sul marmo tra le vetrine e l’ingresso del caffé Ferretti, all’angolo. «Chiamano noi razzisti? – dicono dallo storico bar – Non credo proprio. In questo locali sono sempre entrati tutti e qualche tempo fa ci lavorava anche un ragazzo straniero. Io penso che sia un insulto alla città, generico e non riferito a noi. Il problema non è il razzismo, ma l’integrazione che purtroppo non c’è. Intanto adesso non resta che cercare di togliere questa scritta, che sul marmo non sarà impresa facile».

Probabilmente, a meno che non si tratti di un «dispetto» rivolto direttamente contro qualcuno, l’azione vandalica si potrebbe mettere in relazione con le misure anti bivacco messe in atto dopo la rissa di un mese fa in piazza Belfiore. I fatti risalgono allo scorso 11 marzo, quando a seguito dei tafferugli di piazza Andrea da Pontedera il sindaco Simone Millozzi aveva emesso un’ordinanza che vietava la vendita di alcolici dopo le 13 nel vicino bar Ilenia e contro il bivacco nella piazza, per 60 giorni.

Un provvedimento suggerito dal tasso alcolico riscontrato nei «partecipanti» alla rissa. Un’azione che rientra nella nuova normativa nazionale che conferisce agli enti locali maggiori poteri sul fronte sicurezza urbana. Secondo le ultime disposizioni, il ruolo dei sindaci nel coordinamento delle azioni di contrasto alla criminalità, infatti, crescerebbero in misura sostanziale. Fatto sta che dopo più di un mese dall’ordinanza spuntano le scritte, con le quali si accusa Pontedera di razzismo. C’è un collegamento? Forse. Intanto per contrastare il bivacco e i comportamenti illeciti in Piazza Andrea da Pontedera a breve arriverà la giostra dal vicino giardino Bella di Mai. Un simbolo, con la speranza che i sorrisi dei bambini possano essere più potenti di un’ordinanza.