Ponsacco, 19 marzo 2017 -  «Creare qualcosa di nuovo provando a rilanciare un intero comparto. Il settore del mobile, ogni giorno, perde pezzi e posti di lavoro. Non possiamo accettare che ciò accada senza muovere un dito». Un’analisi a cui è seguita un’intuizione. E’ così che nasce l’associazione ‘Ponsacco Wooden’ formata da un gruppo di professionisti che si sono uniti per fare una proposta e provare a ‘riconvertire’ un’intera economia. Come? Tracciando la strada del passaggio dal mobile classico all’edilizia in legno. Per questo mercoledì prossimo – ore 17 in Sala Valli – l’associazione presenterà il proprio progetto in un convegno organizzato dal Comune. Al tavolo ci sarà anche la Regione, Confartigianato e Confcommercio.

Ponsacco Wooden, come nasce la vostra associazione?

«Ogni giorno assistiamo alla chiusura di mobilifici e botteghe di falegnami. O lo accettiamo o proviamo a cambiare. Ci siamo chiesti: che si può fare di diverso?».

E qual è stata la risposta?

«Abbiamo delle competenze? Sfruttiamole cambiando strategia. Il comparto non è morto. Il settore dell’edilizia in legno, piuttosto, sta crescendo a dismisura. Bene, consorziamoci e proviamo ad entrare in questi giro d’affari».

Perché, secondo voi, questo nuovo business può funzionare per rilanciare Ponsacco e Perignano?

«Lo dicono i numeri: questi parlano di un settore in piena espansione. Ma anche l’edilizia, altro settore in crisi, è al bivio. Nel futuro non si costruirà più come oggi».

In che senso?

«Le case saranno sempre più a ‘bolletta zero’. Anche la struttura stessa delle case (per esempio il metraggio) sta cambiando. Dobbiamo anticipare questo cambiamento».

Come?

«Chiediamo alle aziende di consorziarsi e avviare un percorso. E, se dovesse funzionare, è evidente che ne trarrebbe beneficio l’intero territorio anche in termini di indotto».

Voi credete che Ponsacco possa ‘convertirsi’ all’edilizia in legno?

«Per assurdo è più difficile costruire una buona sedia che una casa. E, ricordatevi, noi qui abbiamo veri artigiani e non semplici carpentieri come da altre parti. La differenza può essere notevole».

Servono investimenti ingenti?

«No. Più che soldi serve una nuova mentalità e la voglia di aggiornarsi. Ecco perché cercheremo dei tutor validi in grado di darci le competenze necessarie».

Che ruolo possono giocare le istituzioni in questo senso?

«Coordinare, sostenere, promuovere. Ci sono anche dei bandi europei da intercettare e pensiamo di partecipare anche gare pubbliche per costruire scuole o palestre. E... possiamo sognare ad occhi aperti?».

Proviamoci.

«A Siviglia per riqualificare il quartiere più malfamato è stata creata una fantastica struttura in legno che si chiama Metropol Palasol. Ha cambiato il volto della città...».

Che ha a che fare con Ponsacco?

«Non sarebbe bellissimo fare qualcosa di simile anche da noi? Così davvero il centro tornerebbe davvero a splendere».

L’associazione «Ponsacco Wooden»? Attualmente è composta da tutti affermati professionisti: gli architetti Alfredo Signorini, Paolo Ceccanti, Rossana Sordi, Fabrizio Bracci, Bellucci Bellarmino, il geometra Nino Caroti e il designer Moreno Chiarugi. «Il nostro progetto? – dicono – Mira a costruire un marchio ad hoc. Ma per farlo dobbiamo completare due fasi». Quali? La prima, quella più immediata: «Punta ad entrare fin da subito nel business dell’edilizia in legno in modo da vincere alcuni appalti e iniziare a creare lavoro e risorse». La seconda? Arrivare a rendere Ponsacco completamente autonoma: «Ovvero a piantare dei pioppi geneticamente modificati da cui poi ricavare il legno in modo tale che tutto venga fatto ‘in casa’. Dall’albero ai mobili per la casa attraverso un marchio ‘green’ di garanzia e qualità».