Ponsacco, 25 maggio 2015 - Ore 18.07. Un piccolo masso per l’uomo, un grande salto per Ponsacco. La cittadina della Valdera si trasforma in Houston. Quando le luci del cinema-teatro Odeon – gremito all’inverosimile – si spengono e il frammento di luna viene illuminato nella teca piramidale, un’emozione galattica prende il sopravvento. Mai la luna ci è stata tanto vicina. Si chiude col brivido più grande il Festival della Scienza, due giorni di convegni con il naso all’insù a mirar ciò che ci sovrasta
Ponsacco si scopre, anche se per poche ore, blindata. Vigili e carabinieri presidiano il teatro all’esterno. Mentre la Municipale ponsacchina, i colleghi di Lari, l’associazione carabinieri e la protezione civile fanno da protezione all’interno del teatro. Una sorta di scudo stellare per difendere il frammento lunare che, stima vuole, valga 53 milioni di dollari. Perché così tanto? Il calcolo è presto fatto. Si è preso il peso del materiale lunare trasportato sulla terra nelle missioni Apollo e si è diviso per le spese economiche sostenute dagli Stati Uniti. Così quel piccolo sasso di colore scuro vale più di tanti gioielli. La Nasa sotto casa. 
Sul palco Luigi Pizzimenti, direttore della sezione astronautica dell’osservatorio Foam e Paolo Attivissimo, giornalista scientifico, riportano il pubblico al 1972. Alla missione Apollo 17 e a quel geologo folle di gioia di nome Harrison Schmitt che balzando come un bambino sul suolo lunare si porta a casa il prezioso souvenir. Poi il viaggio continua nelle valle di Taurus Littrow fino ad ammirare lo splendore della terra vista dall’alto. I padroni di casa e organizzatori dell’evento Alberto Villa – presidente dell’associazione astrofili Alta Valdera – e Carlo Buscemi (vicepresidente) intanto fanno scorrere la lunga fila di curiosi e appassionati: una sorta di pellegrinaggio spaziale, tre alla volta, per le foto e i selfie di rito. Anche il sindaco Brogi, il vicesindaco Gallerini (che hanno collaborato all’evento) non risparmiamo scatti ricordo. Poi una curiosità: «La prova che l’uomo è stato davvero sulla luna? – dice Pizzimenti –. Ve la do io». Quindi mostra una foto scattata nel 2009 dove sul suolo satellitare si può ancora vedere il mezzo elettrico usato da Schmitt e soci abbandonato sul terreno. «Questa foto dissipa ogni dubbio. Sì, sulla luna l’uomo c’è stato davvero». E da ieri, anche Ponsacco.