Pontedera, 18 aprile 2017 - Sono almeno tre i fronti di battaglia che i sindaci dei quattro Comuni, interessati dai due progetti di ricerca di fluidi geotermici, stanno mettendo in atto per fermare le trivelle in Valdera. Come prima azione i primi cittadini di Capannoli, Chianni, Casciana Terme - Lari e Terricciola hanno pensato di scrivere una lettera ai 70 sindaci «soci» della partecipata Cogeme, l’azienda del bresciano che ha richiesto i permessi alla regione Toscana. Un appello da sindaci a sindaci per interrompere un progetto che vede un’azienda pubblica opporsi al volere di ben quattro territori.

Il secondo sarebbe un’azione legale per capire se nelle possibilità di una partecipata può esserci il fine di intraprendere attività imprenditoriali extra rispetto alle esigenze dei Comuni che la costituiscono. Il terzo aspetto invece riguarda il dialogo, casa per casa, con i proprietari dei terreni che sulle prime carte fornite dalla ditta sarebbero interessate dalle ricerche.

«Ci siamo schierati tutti e quattro per il no – ha spiegato il sindaco di Casciana Terme - Lari, Mirko Terreni durante l’ultima assemblea pubblica organizzata da Legambiente – Tra i nostri dubbi c’è anche il fatto che Cogeme non si occupi di geotermia, che poi è lo steso motivo per cui i tecnici della Regione hanno chiesto una nuova data per aggiornare la conferenza dei servizi. Dai nostri contatti con gli assessori regionali sappiamo che l’intenzione è quella di dar seguito alla mozione sulla zonazione. Ci hanno garantito che tra questa settimana e la prossima avrebbero portato in giunta la legge per la separazione delle zone da dedicare alla geotermia».

E mentre a Morrona si è costituito un comitato dal nome No geotermia Valdera, con tanto di pagina facebook, sul sito della ditta proponente spunta tra i servizi offerti la ricerca di calore dal sottosuolo: «Cogeme sta investendo risorse da alcuni anni per sfruttare l’energia del sottosuolo con l’obiettivo di riscaldare edifici e abitazioni, attraverso progetti innovativi, riconosciuti dalla Regione Lombardia e dall’Unione Europea. È la prima società in Lombardia ad aver ottenuto dalla Regione un «Conferimento del permesso di ricerca per risorse geotermiche denominato Franciacorta». Un piccolo assaggio potrebbe venire proprio da questa, il futuro spetterà alle misure messe in campo dalla Regione che ha tempo fino a metà maggio per interrompere gli iter di ricerca.