Pontedera, 28 novembre 2015 - Il mio intervento è stato molto ragionato – commenta il consigliere Flavio Tani – all’inizio non volevo mettermi così tanto allo scoperto. Ma quando ho letto le motivazioni di chi è contrario alla mozione, mi è crollato tutto addosso e ho rivissuto tutto il mio passato. Ho parlato di me per far capire di cosa si parla e che non c’è assolutamente niente di cui avere paura, perché nel nostro sistema scolastico da anni esistono questi percorsi, si tratta solo di porci un’attenzione maggiore». E di personale c’è molto in ciò che ha detto Tani a seguito della lettura della mozione “Educare alle differenze’’ presentata dal suo gruppo «Insieme per il bene comune» e dalla maggioranza nel consiglio comunale di Calcinaia che si è tenuto giovedì sera.

«La prima volta che mi dissero “finocchio” non capii cosa mi volessero dire. Capii solo che non era una cosa bella, non conoscevo il significato di quella parola, ma mi faceva sentire diverso dagli altri bambini». Inizia così il lungo e appassionato intervento di Tani, in aula nella seduta di giovedì sera, a Calcinaia. Poi il racconto della sua infanzia e pre adolescenza alle scuole elementari e alle medie. Con le prese in giro, gli insulti e le pressioni dal mondo degli adulti. «Pensavo come mai sono sbagliato? Sono come loro! - continua Tani in consiglio – quelli delle scuole medie sono stati tre anni lenti e lunghissimi che ho superato solo con la voglia di dimostrare chi c’era dentro quell’involucro. Nessun bambino dovrebbe mai sentirsi come mi sono sentito io in quegli anni. E come me tutti quei bambini che per ragioni diverse non rientravano in canoni considerati “la norma”».

Un intervento coraggioso che ha lasciato tutti i presenti, il pubblico numeroso e i colleghi consiglieri, a bocca aperta. Perché nessuno si aspettavano che il rappresentante della lista «Insieme per il bene comune» tirasse in ballo un aspetto così personale della sua vita per spiegare ai presenti l’importanza della mozione. «Alla base di questa paura immotivata in chi era contrario alla mozione – ci racconta Tani al telefono – credo ci sia l’ignoranza, intesa proprio come non conoscenza».