Pontedera, 13 agosto 2017 - LA RICHIESTA firmata dal medico di famiglia parla di un’angiotac urgente. Ma al Cup sono categorici: «Ci dispiace, ma i medici sono in ferie». Arrivederci e grazie.

Succede due giorni fa, quando il figlio di un paziente (stiamo parlando di un anziano che ha superato la novantina, con una serie di problemi legati ad una recente embolia polmonare) si presenta allo sportello del Cup dell’ospedale di Volterra per cercare di prendere un appuntamento al padre per effettuare l’angiotac.

«SIAMO spiacenti – così hanno risposto gli addetti del centro di prenotazioni all’uomo – ma vede, i medici sono in ferie. Questo tipo di esame non si può fare». Il figlio dell’anziano rimane di stucco e prova subito a chiedere lumi. «Mi hanno detto proprio così: non ci sono medici disponibili per via del periodo di ferie – ci racconta il figlio del malato – e non mi hanno neppure ventilato la possibilità di fare l’esame altrove, per esempio al Lotti di Pontedera. Ho chiesto di nuovo, giuro che pensavo di aver capito male. Nella testa mi è balenata un’idea. Dentro di me ho pensato che forse, a Volterra, le liste di attesa per questo esame fossero paralizzate. Dunque ho domandato di nuovo, e mi è stata data la stessa risposta». Un vero paradosso se pensiamo che questo tipo di esame diagnostico viene svolto, a regola come in ogni ospedale, in radiologia, un reparto a disposizione 24 ore su 24 con medici, infermieri e personale tecnico.

«IL CUP ad un certo punto ha telefonato alla radiologia – prosegue il figlio del paziente – sa cosa mi hanno risposto? Di tentare la strada del pronto soccorso, presentandomi in reparto con mio padre. E vedere se, in questo modo, l’esame si poteva fare. Continuo davvero a non capacitarmi. A non comprendere. Da un lato mi è stato detto che l’esame non si poteva fare per via del fatto che non c’erano medici a disposizione, e dall’altra parte mi è stato suggerito di presentarmi in pronto soccorso perché magari, con un’urgenza, mio padre avrebbe potuto fare l’esame. Dunque i medici ci sono o no? Oltretutto la richiesta del nostro medico di famiglia presentava già un’urgenza».

Il figlio le tenta tutte: «Ho chiesto se questa indisponibilità di camici bianchi fosse legata al ponte di ferragosto, ma mi hanno risposto che non avrei trovato un posto libero neppure dopo il 15, perché anche agli inizi della seconda quindicina del mese zero medici a disposizione. Assurdo. Al Cup sono stati gentilissimi, per carità. Lungi da me puntare il dito contro gli addetti. Gli impiegati hanno provato a cercare una soluzione, mi pare abbiano fatto il possibile. Ma non si capisce il motivo per cui in un ospedale non ci siano medici a disposizione per svolgere un esame urgente».