Il «Domina» era dato per spacciato alla fine del 2011, quando la proprietà sembrava decisa a chiudere per sempre
San Miniato, 8 febbraio 2012 - Il gruppo Marros rilancia la sfida. Il calzaturificio Domina resta in piedi, si tenta la ripartenza. Lunedì, dopo mesi di fermo della manovia, sarà il primo giorno di lavoro per 14 operai. A darne notizia è la Cgil con Stefano Benvenuti che ha seguito tutte le varie fasi dell’ultimo travagliato periodo di quest’azienda che fa parte del gruppo che produce il famoso marchio Tremp.
Il «Domina» era dato per spacciato alla fine del 2011, quando la proprietà sembrava decisa a chiudere per sempre l’esperienza nell’ottica della razionalizzazione del lavoro e delle spese, alla luce della crisi dei mercati che è ancora profondo. C’erano già stati contatti in quella direzione con la Camera del Lavoro. Poi alla fine di gennaio qualche speranza sembrava aprirsi. «nei giorni scorsi — spiega Benvenuti — la speranza di mantenere in vita l’azienda si è concretizzata: la proprietà ha scelto di avvalersi di società do consulenza di alto profilo professionale nel settore, in grado di contribuire alla ristrutturazione e al rilancio della produzione portando nuove commesse».
«Si riprende a lavorare con due mesi di produzione certa — aggiunge Benvenuti — Non ci sono ancora programmi a lungo periodo, e commesse in grado di coprire i dodici mesi. Ma ci sono già, invece, accordi per ricorrere ai contratti di solidarietà ed agli ammortizzatori sociale per sostenere il cammino verso la ripresa di quest’azienda. Un calzaturificio che resta e che non chiude, è una grande valore per il settore e per il territorio».
Una zona San Miniato dove, purtroppo, il comparto della scarpa registra un momento doloroso e quasi in controtendenza rispetto al territorio provinciale, perché a Castelfranco e Santa Maria a Monte — le altre zone vocate in questo settore — la fase è di stallo ed aziende in pericoloso bilico non ce ne sono. Invece San Miniato ha dovuto registrare anche il crollo del calzaturificio Franco Martini di Cigoli — una ditta storica e di nicchia, travolta dalla crisi finanziaria nonostante riscuotesse molti successi sul mercato — dov’è arrivato il commissario nominato dal giudice che sta cercando di salvare il salvabile.
«Il “Domina” — conclude benvenuti — era in fortissima difficoltà, gli operai erano in cassa integrazione da mesi e con l’azienda avevamo iniziato un percorso che stava facendo rotta inesorabilmente sul traguardo della chiusura. Invece la forza, la passione e la lungimiranza degli imprenditori del gruppo hanno fatto questa scelta che tiene in piedi l’azienda che non possiamo ora definire completamente fuori pericolo, ma in decisa fase di salvezza».
Carlo Baroni