Un giro per le concessionarie conferma la clamorosa contrazione di vendite
Pontedera, 22 gennaio 2012 - Tempi duri per gli automobilisti “furbetti", i cui problemi principali non sembrano ormai più riguardare gli slalom nel traffico ma un altro tipo di affollamento: quello degli aumenti e dei controlli dei redditi dell’Agenzia delle entrate. Presi sempre più di mira sono i possessori dei Suv o delle cosiddette auto di lusso, che sfrecciano seduti sui loro bolidi dai prezzi, e dai costi di manutenzione, esorbitanti, ma che magari dichiarano redditi annuali non certo all’altezza delle loro vetture.
A questo si è aggiunto di recente il super bollo auto, introdotto dal decreto “salva Italia” del governo Monti: si abbassa la soglia di potenza da 225 a 185 kw. Se a tutto ciò si somma che adesso l’Ipt, cioè la tassa che si paga nel momento di acquisto di una vettura, non è più fissa ma variabile in base ai kw, si capisce che il mercato delle auto costose potrebbe subire una flessione.
«In effetti la gamma medio alta di auto è completamente ko, nel senso che si vende poco o niente e chi è in possesso di un auto costosa sta tentando di venderla — conferma Paola dell’autosalone multimarca Valdarno Auto di Castelfranco — i possessori sono sotto tiro dall’Agenzia delle entrate e gli aumenti non giovano, perciò i volumi di vendita dei Suv e delle auto costose sono dimezzati: il massimo che un cliente è disposto a spendere sono 35mila euro, in compenso si vendono ancora i suv più economici sotto i 25mila euro».
Conferma l’andamento anche la concessionaria Stassano di Pontedera, del Gruppo Nelli, con concessionarie nella provincia di Pisa, Livorno e Firenze: «Pur non essendoci una grossa differenza tra le auto di fascia alta e quelle di fascia bassa, visto che con la crisi che stiamo vivendo si vende poco in generale, l’auto costosa è decisamente difficile da piazzare: marchi, per fare un esempio, come Bmw e Mini adesso si vendono poco, e anche se i volumi sono diminuiti in generale adesso vendiamo decisamente di più le piccole utilitarie piuttosto che il suv, anche se economico».
I fatturati sono in netto calo insomma, come ci dicono alla concessionaria Auto 2000 di Ponsacco: «Le entrate sono nettamente calate del 20% rispetto all’anno scorso, stiamo invece facendo bene con le vendite delle auto a doppia alimentazione, sempre più richieste: visti gli aumenti della benzina e la convenienza del gas metano almeno gli automobilisti possono risparmiare su quel fronte — spiega Sergio Cavallini — il Suv della gamma Fiat è andato bene finché c’è stato il prezzo lancio inferiore ai 30 mila euro, ma adesso con l’avvento dell’Ipt c’è stato un freno: anche noi venditori tocchiamo con mano che gli automobilisti di grosse auto oggi non hanno certo vita facile».