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"Bentornato grande cuore granata", tutto lo stadio abbraccia Manuel

Festa per il calciatore uscito dal coma

"Ti aspettiamo". Un megastriscione in campo, strette di mano e mazzi di rose in tribuna

Manuel Caponi (Germogli)
Manuel Caponi (Germogli)

Pontedera, 16 gennaio 2012 - Mancano 20 minuti al fischio d’inizio quando nel piazzale davanti allo stadio tutta le persone presenti voltano la testa in una direzione. Sì, è lui, Manuel Caponi. Lo sfortunato attaccante del Pontedera può fare subito il primo assaggio del calore che la «sua» città gli ha riservato. Berretto in testa, giaccone e jeans, Manuel Caponi, accompagnato dal babbo Alessandro, non sembra affatto uno che due mesi fa era in bilico fra la vita e la morte, ficcato in quel tunnel, da cui è uscito grazie alla fibra da atleta, da un maledetto incidente di gioco nella gara contro la Sansovino accaduto proprio lì, nel «suo» stadio.

Il ragazzo sorride, saluta tutti con le mani dimostrando di aver recuperato (se mai l’avesse perso) l’umore. Come confermano le poche parole pronunciate prima di venir sommerso dagli abbracci dei presenti: «Sto bene, venerdì vengo via dal centro di Volterra. Non ci voglio più stare lì, io sto bene...». Poi Manuel infila la porta degli spogliatoi dove c’è attaccata una maglia con «dieci», il suo numero con scritto «Forza Manu, ti attendiamo» per salutare la squadra e riappare sul campo prima del fischio d’inizio per raccogliere l’ovazione del pubblico, circa settecento persone, in piedi ad applaudirlo. In campo i granata si fanno fotografare con un mega-striscione («Bentornato Manuel grande cuore granata») mentre in tribuna il sindaco Simone Millozzi e l’assessore Matteo Franconi accolgono lui e la moglie Yara, alla quale donano un fascio di rose. Ma la voglia di stare fra gli ultras Ugp che dalla gradinata lo acclamano ed espongono due striscioni («Bentornato Manu, Pontedera ti ama» e «Manuel di nuovo con noi») è troppo forte. E così dopo cinque minuti l’attaccante è di là, in mezzo alla sua gente, a guardare la sua squadra. L’incubo è ormai alla fine.
 

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