Pontedera, 12 ottobre 2010 - Niente più gite al liceo scientifico XXV Aprile e al liceo classico Andrea da Pontedera. Lo ha deciso, a larga maggioranza, il collegio dei docenti dell’istituto superiore di Pontedera che si dichiara “in stato di agitazione”. La causa? I tagli effettuati dalla riforma Gelmini”. Ecco infatti cosa scrive nel comunicato il collegio dei docenti: "Viste le redenti disposizioni di legge che, con la motivazione della riduzione della spesa pubblica hanno: eliminato la progressione economica del reparto scuola; negato ogni valore all’autonomia scolastica; negato ogni riconoscimento a ciò che concerne attività ausiliarie alla funzione di docente e, ciò che è più importante, ridotto i posti di lavoro di decine di unità attraverso la diminuzione del tempo scuola; aumentato indiscriminatamente il numero degli alunni per classe e innalzato arbitrariamente l’età pensionabile, il consiglio ei docenti dell’istituto XXV Aprile delibera a larga maggioranza, come stato di agitazione, di astenersi da qualsivoglia viaggio di istruzione".

 

Il che, tradotto in soldoni, significa: la Gelmini taglia le ore e dunque il personale alla scuola? Bene, il personale risponde tagliando sulle gite d’istruzione, quei viaggi che i ragazzi tanto apprezzano perché offrono loro l’occasione di vivere, coi i compagni e coi docenti, delle esperienze extra scolastiche ma formative, durante le quali si rafforza ancora di più quel legame e quel “sentirsi classe” che li unisce. Oggi tutto questo viene loro negato, e possiamo star sicuri che non mancheranno le reazioni né da parte degli studenti, né da parte dei genitori. Ma infondo, è proprio questo che i docenti volevano: attirare l’attenzione sulla difficile situazione che stanno vivendo, e si comprende che per farlo abbiano scelto la forma di protesta che avrebbe avuto maggiore visibilità.

 

"Rientra nei compiti del collegio dei docenti quello di decidere in merito ai viaggi di istruzione che fanno parte del programma formativo — commenta la preside dell’istituto, professoressa Luciana Rocchi — Dunque comprendo la delibera dei docenti e capisco che, volendo far sentire il loro scontento, abbiano scelto lo strumento più visibile. Probabilmente, fossi stata nei loro panni, avrei fatto la stessa cosa. Non perché, personalmente, penso che ormai non sia più tempo di gite, viste le cose che succedono in giro e viste le libertà che i ragazzi di oggi hanno rispetto a quelli di 30 anni fa, ma perché credo che con questa decisione i docenti raggiungeranno l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica in merito ai loro problemi". E certamente l’opinione pubblica, i ragazzi e i genitori non mancheranno di replicare a questa “provocazione”.