Pontedera (Pisa), 30 gennaio 2018 - C’erano i tempi. Tempi in cui bastavano un coperchio e il mestolo di legno per diventare pilota di Formula 1. Un sasso era sufficiente a tracciare sul terreno le caselle da scalare a zoppino. Un fazzoletto sugli occhi o stretto fra le dita, riusciva a far divertire brigate di ragazzini. Sfuggire alla noia era la molla che aguzzava l’ingegno. Poi sono arrivati gli altri giochi. Quelli che parlano, si muovono, suonano, fanno stare buoni e fermi i bambini per ore, a scapito della fantasia. Durante l’arco temporale di questa rivoluzione ludica, esiste un universo di creatività fatto di prodotti artigianali prima e industriali poi, ma anche di opere d’arte capaci di raccontare una storia. La nostra. E un’eloquente selezione di oggetti è visibile fino al 22 aprile al Palp, nel Palazzo pretorio di Pontedera (Pisa), dove antichi balocchi condividono gli spazi con 110 opere di maestri italiani attivi tra il 1860 e il 1980, dando vita a “La trottola e il robot - Tra Balla, Casorati e Capogrossi”, esposizione curata da Daniela Fonti e Filippo Bacci di Capaci, promossa da Fondazione per la cultura Pontedera, Comune di Pontedera e Fondazione Pisa, in collaborazione con Sant’Anna. E dov'è in corso, fino al 21 marzo, un ciclo di incontri dedicati, come l’esposizione, al tema dell’infanzia e al modo in cui è stata rappresentata e interpretata nelle arti figurative e plastiche italiane, dalla fine del XIX secolo sino agli anni Ottanta del Novecento.

«La mostra nasce intorno a una collezione di giocattoli d’epoca di proprietà del Comune di Roma e mette a confronto due aspetti della creatività legati all’infanzia, quello che si traduce negli oggetti concreti, i giocattoli e quello che rappresenta e interpreta il gioco infantile nelle arti figurative e plastiche italiane, dalla fine del XIX secolo alla seconda metà del XX», spiega Filippo Bacci di Capaci, indicando tele ottocentesche e opere di artisti italiani che hanno prediletto il tema dell’infanzia.
Dispinti a olio e sculture futuriste dialogano intorno ad alcuni temi chiave, con nuclei di oggetti da bambini - cavallini a dondolo, case di bambola, giochi da tavolo, oggetti d’arredo - scelti di volta in volta per la loro valenza sociale, didattica, ma anche simbolica e onirica, facendosi guardare ma anche illustrando a chi lo sa capire il cambiamento dei costumi nel corso dei decenni attraverso l’avvicendarsi dei materiali in uso, il loro attingere alle rivoluzioni tecnologiche, e le linee guida delle varie correnti artistiche.

Quadri di maestri del calibro di Zandomeneghi, Balla, Casorati, Cambellotti, Francalancia, Campigli, Viani, Pirandello, Novelli, Mancini, Cambellotti, Lloyd, Levi, Capogrossi, Mafai, Muzzioli, Corcos, Boccioni, Muller, Erba, ma anche opere di Magri, Sartorio, Gentilini, Depero, Natali, Levy, Boccioni, Pasquarosa, De Pisis, Raphael, Severini, Santoro, Novak, Grassi, Sironi, Pannaggi, Prampolini e Baj, si mimetizzano in un mondo fatto a misura di bambino, che colpisce e proietta indietro nel tempo genitori, nonni e insegnanti. 

Fra un “ti ricordi” e “guarda”, il viaggio parte con la ricchezza descrittiva delle opere dell’Ottocento, che raccontano l’ambiente di vita della borghesia agiata, nel quale il bimbo è tuttavia un raro protagonista, fino alla figurazione più concentrata sull’immagine del fanciullo, spesso un membro della famiglia, dei primi decenni del Novecento. E via verso presente e il futuro. L’esposizione si articola in fatti in sei sezioni: La casa, Giochi all’esterno, L’educazione, Giochi senza età, Teatro maschere e circo e Automi. 
La prima conduce il visitatore nelle dimore ottocentesche attraverso le opere di Gioacchino Toma, Francesco Gioli, Giuseppe Barison e Federico Zandomeneghi; nell’“Interno” di Lorenzo Viani ecco l’ambulatorio medico dei poveri. Giochi all’esterno illustra luminose giornate di sole nel mezzo alla natura nelle tele di Matteo Corcos, Giovanni Sottocornola e Carlo Erba, e le prime spiagge nell’impressione veloce di Francesco Fanelli e nella radiosa tela di Giulio Aristide Sartorio.

La terza sezione punta l’obiettivo sull’educazione del fanciullo, il tempo dedicato allo studio, attraverso i ragazzi di Antonio Mancini e quelli modellati dalla luce di Elisabeth Chaplin, poi l’intimità nelle ombre che avvolgono la madre e la figlia di Giacomo Balla. Oscar Ghiglia, Llewelyn Lloyd. Nella quarta sezione gli artisti illustrano i Giochi senza età, quindi il mondo del Teatro, delle maschere e del circo, con il trionfo di colori di Fortunato Depero, artista moderno e designer, la cui ricerca espressiva si distingue per materiali e progettazione. Conclude il percorso espositivo la sezione degli Automi, che proietta il visitatore verso il futuro, fino all’attualissima, biorobotica, il cane robot e l’umanoide dell’Istituto Sant’Anna di Pisa. Ormai il gioco supera la fantasia.

Per la visita

Titolo: La trottola e il robot - Tra Balla, Casorati e Capogrosi
Sede - Palp - Palazzo Pretorio Pontedera, piazza Curtatone e Montanara, Pontedera (Pisa)
Fino al 22 aprile
Orario - Da martedì a domenica 10-20, lunedì chiuso
Biglietto - Intero € 7, ridotto € 5
Info & prenotazioni Telefono 0587/468487 o 331 1542017,




sito web www.palp-pontedera.it


letizia.cini@quotidiano.net