Pistoia, 27 gennaio 2015 - E' stata posizionata nel parterre, poco distante dal pantheon degli uomini illustri. Non è un luogo casuale quello scelto dall'amministrazione comunale per collocare la lapide dedicata agli omosessuali uccisi durante la 'Shoah' e inaugurata dal sindaco Samuele Bertinelli alla presenza del presidente nazionale dell'Arcigay Flavio Romani con il contributo della fondazione “Un raggio di luce”.

Pistoia è la prima città in Toscana ad avere nel territorio un cippo del genere e solo la sesta in Italia. Un evento unico quello di oggi pomeriggio che, però, rischiava di essere rovinato. Alla sezione pistoiese dell'associazione di gay e lesbiche pistoiesi erano pervenute nei giorni precedenti delle minacce su possibili atti di vandalismo. “Non ci siamo fatti intimorire - ha detto Ferdinando Orabona di Arcigay Pistoia - e siamo qui a onorare tutti gli omosessuali uccisi per dire no ad ogni tipo di etnocentrismo, sessismo e guerra”. “La diversità è una ricchezza - ha commentato Paolo Carrara della fondazione “Un raggio di Luce” -. E' un piacere aver contribuito a realizzare questa lapide”. Il sindaco alla presenza delle autorità del territorio, dai carabinieri alla polizia, della Rete 13 febbraio, dell'ufficio antidiscriminazione della Provincia e di un nutrito gruppo di cittadini ha sottolineato come i gay e le lesbiche siano stati uccisi due volte.

"Ricordare nel senso etimologico significa riportare al cuore - ha esordito Bertinelli - Questa per noi non è un'occasione tra le altre o il semplice ufficio istituzionale a cui la legge ci chiama, ma un gesto consapevole e voluto. La comunità omosessuale non è stata uccisa solo nei campi di sterminio ma anche dall'indifferenza, dal silenzio che condanna all'oblio. Per questo la lapide è stata posizionata nel parterre, nel luogo in cui si trovano tutti coloro che ebbero la massima evidenza”.

Soddisfazione anche per il presidente nazionale dell'Arcigay.

“Questa è una delle pochissime città ad aver inaugurato una lapide del genere  - ha detto Romani -. Si ricordano solitamente le stragi del popolo ebreo, la memoria invece deve onorare anche tutti gli omosessuali uccisi in quel momento storico solo perchè amavano persone del loro stesso sesso”.