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AnsaldoBreda, parla il responsabile del personale: "Ora siamo un'azienda normale"

La "svolta" di AnsaldoBreda

Parla Carlo Cremona, rientrato in via Ciliegiole dal dicembre dello scorso anno con il ricambio generale dei vertici

Carlo Cremona, direttore del personale AnsaldoBreda (foto Quartieri)
Carlo Cremona, direttore del personale AnsaldoBreda (foto Quartieri)
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Pistoia, 23 novembre 2012 - "Il 40% dei responsabili di primo e secondo livello è stato rinnovato, con l’ingresso di molti giovani. I tassi di assenteismo, finora a due cifre, sono stati ridotti. Abbiamo fermato l’emorragia di ingegneri, tanto più che presto una trentina di neo-laureati, una dozzina solo su Pistoia, comincerà uno stage. Con la prospettiva, per i migliori di loro, di un inserimento definitivo negli organici".

 

I numeri del "nuovo corso" di AnsaldoBreda, il responsabile risorse umane, Carlo Cremona li sciorina in pillole. Rientrato in via Ciliegiole dal dicembre dello scorso anno con il ricambio generale dei vertici, dopo sei anni alla Sts, è in grado di azzardare un "cauto ma fondato ottimismo" per il gruppo, i suoi 2mila e 240 dipendenti e gli 874 addetti dello stabilimento di Pistoia. "Non saremo ancora un modello, ma stiamo riportando tutto nella normalità", dice vincendo una ritrosia ai rapporti diretti con la stampa che alla società dei treni durava da anni.


Impresa difficile, riportare la normalità all’AnsaldoBreda...
"In effetti al mio rientro, a dicembre, ho trovato una situazione non facile. Si era perso il rispetto delle regole, molti indicatori parlavano chiaro. A cominciare da tassi d’assenteismo a due cifre, ben al di sopra della media nazionale dell’industria. Ancora più preoccupante era poi la perdita del senso di appartenenza, che invece ricordavo come una delle caratteristiche dei dipendenti di quest’azienda".


Com’è intervenuto?
"Principalmente tramite due azioni: ripristino del rispetto delle regole e coinvolgimento diretto del personale, specie attraverso un processo a cascata dell’organizzazione aziendale: i livelli superiori individuano e scelgono di intervenire su quelli che stanno immediatamente inferiori. Molto utili sono anche state alcune indagini su livelli di soddisfazione e aspettative del personale".

 


Che hanno fatto emergere cosa?

"Una forte richiesta di meritocrazia. Si chiedeva di premiare chi lo meritava e, per così dire, punire chi andava punito".

 


Ma i dipendenti si riferivano ai dirigenti o ai colleghi?
"A entrambi. E’ comunque grazie a queste indagini e richieste di suggerimenti, alle quali hanno partecipato la maggior parte dei dipendenti, che abbiamo avviato un nuovo processo di valutazione e assegnazione di nuovi obiettivi a tutti i livelli".


Attuata anche con il "rientro" di produzioni finite fra le proteste fuori città.
"L’ha già detto l’ad Maurizio Manfellotto. Stiamo riportando all’interno anche attività ad alto valore aggiunto in progettazione che erano state esternalizzate. D’altronde le competenze qui ci sono tutte e noi intendiamo creare un bacino di risorse qualificate".

 


Di grazia, dottor Cremona, l’azienda si è accorta solo ora dell’esistenza di queste competenze? Non ci si poteva pensare prima di mandare fuori il lavoro?
"Non amo parlare del passato. So che la valorizzazione del nostro patrimonio è stato il primo obiettivo di Manfellotto. Tant’è che abbiamo quasi dimezzato il management ed eliminato quasi il 90% delle collaborazioni esterne, ridotte di 6,2 milioni fra il 2012 e il 2013".


Boston consulting, però, rimane.
"Negli ultimi mesi, quella società ha fornito un grosso supporto per analisi delle criticità e metodo di lavoro. Ma non possiamo tenerli in eterno, perciò già ai primi di gennaio affiancheremo loro i nostri, in modo che in futuro siano in grado di svolgere gli stessi compiti".


In generale, quanto hanno inciso gli interventi dell’ultimo mese?

"A livello di costo del lavoro, pur avendo stabilizzato circa 100 interinali, chiuderemo il 2012 con un risparmio fra i quattro e i cinque milioni rispetto al budget. Particolare attenzione l’abbiamo posta alle ferie: il fondo che era di 7 milioni nel dicembre 2011, oggi è stato ridotto a 2 e mezzo. Il ricorso agli straordinari è stato ridotto di metà".

 


Adesso si aprirà la fase del rilancio?

"Cominciamo con gli stage per neo laureati: 30 per i quattro stabilimenti, di cui circa dodici a Pistoia. Li abbiamo selezionati ricorrendo a diversi atenei italiani".

 

 

Anche perchè al polo universitario Pistoia, il corso in ingegneria dei trasporti è stato cancellato. Perchè?
"Non saprei...forse pochi iscritti...Di solito è per questo...".


AnsaldoBreda sta stabilizzando gli interinali. Ma l’incentrato? Il personale dell’indotto sarà "assorbito" dall’azienda madre o no?

"Dipende molto dalle prospettive in termine di attività e carichi di lavoro. E’ chiaro che la nostra prima preoccupazione è stata dare risposte ai nostri dipendenti, per i quali abbiamo evitato il ricorso alla cassa integrazione".


I rapporti con i sindacati?

"Correnti e corretti".

 

simone trinci

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