Pistoia, 12 luglio 2017 - MARINO ritratto da Aurelio Amendola, pistoiese, il più grande fotografo d’arte contemporanea. Si inaugura venerdì 14 luglio (ore 18.30), a Palazzo del Tau (corso Gramsci), il primo dei grandi eventi dedicati all’artista pistoiese, nell’anno di Pistoia Capitale della Cultura 2017, alla vigilia della mostra «Passioni Visive» che dal 16 settembre 2017 sarà allestita a Palazzo Fabroni e dal 27 gennaio 2018 a Venezia, alla Peggy Guggenheim Collection. Una retrospettiva inedita che accoglie un’ampia selezione delle immagini fotografiche più significative della storia umana e artistica di Marino.

La mostra «Marino nell’immagine di Aurelio Amendola (1968-1975)» raccoglie alcuni preziosi frammenti di vita dell’artista e propone un ricordo originale del grande scultore. Amendola ha ritratto i grandi protagonisti del Novecento: De Chirico, Lichtenstein, Pomodoro, Schifano, Warhol, Burri, Manzù, Fabbri, Ceroli, Vangi, Kounellis. I due artisti si conobbero nel 1966 in occasione della grande esposizione dedicata a Marino a Palazzo Venezia, a Roma. Due anni Amendola incontrò Marino a Forte dei Marmi e da quel momento iniziò a fotografarlo insieme alle sue opere, realizzando il primo volume sulla scultura edito nel 1972. Un’immagine divenuta icona è la foto che ritrae Marino con il cavallo sulla spiaggia di Forte dei Marmi. Furono realizzate 15 gigantografie di Marino con il cavallo sulla spiaggia, Marino nello studio di Milano insieme alle opere, Marino alle cave di Henraux mentre lavora alle grandi sculture in pietra, Marino che visita Pistoia insieme alla sorella gemella Egle e a Marina.

«L’evento che ricostruisce la figura di Marino – commenta la direttrice della Fondazione Marino Marini Maria Teresa Tosi – attraverso gli scatti di Amendola è parte integrante del vasto progetto culturale che nel 2017 mira ad approfondire e a celebrare i rapporti che il nostro Marino ha intessuto con altri grandi del Novecento». All’evento di venerdì saranno presenti l’autore Aurelio Amendola, il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi, il critico d’arte Marco Bazzini e la direttrice Maria Teresa Tosi.