Pistoia, 5 gennaio 2018 - Aveva usato le identità di alcune colleghe inserendole in siti di incontri. Lui, 40 anni, residente a Pistoia con un lavoro a Prato in un ufficio commerciale, timido e riservato, non aveva idea di che cosa avrebbe scatenato di lì a poco. Un gioco perverso che lo spingeva a usare i nomi, le foto, i numeri di cellulare e i luoghi frequentati dalle colleghe più avvenenti su siti di incontri sessuali a loro insaputa. Un caso più unico che raro di stalking e sostituzione di persona di tipo informatico – nuova frontiera dello stalking – che ha costretto l’uomo, una volta scoperto, a chiedere il patteggiamento a un anno e cinque mesi. Patteggiamento che ha già trovato il consenso della procura.

Il quarantenne fingeva di essere la collega sulle chat on line intrattenendo conversazioni e rapporti virtuali con diversi uomini. Fissava appuntamenti al supermercato o all’uscita dal lavoro dopo essere venuto a conoscenza degli spostamenti della collega. Le malcapitate si trovavano così di fronte a sconosciuti che – sicuri di sé – facevano avances piuttosto pesanti o che le pedinavano. Una perversione andata avanti per diverso tempo finché una delle donne impaurita dallo stuolo di uomini che le davano il tormento – ha sporto denuncia alla procura di Prato.

Il fascicolo è stato affidato al sostituto procuratore Laura Canovai e le indagini alla pg della guardia di finanza. Indagini che in tempi record hanno portato a scoprire l’arcano: l’autore di quelle chat a sfondo erotico era l’insospettabile collega, quello timido e solitario, che si eccitava a colloquiare con altri uomini usando le identità delle ignare vicine di scrivania. L’impiegato, difeso dall’avvocato Maria Paola Colzi, ha confessato tutto di fronte al pm Canovai chiedendo di essere «aiutato perché malato».

Una vicenda pericolosa che avrebbe potuto creare ancor più danno alle vittime. Fra i tanti episodi strani, per esempio, figurano approcci al supermercato riferiti «a una conoscenza da approfondire dal vivo», come scriveva il quarantenne in chat. Dopo il rifiuto secco della donna, il «corteggiatore» chiese spiegazioni in chat del comportamento della donna «così distante». «Eri moscio, mi piacciono i tipi decisi, gli approcci forti e violenti», rispondeva il quarantenne facendosi passare per l’ex collega e innescando un vortice che istigava gli uomini a lanciarsi in spregiudicate avances. Quando la collega è stata importunata a lavoro ha chiamato i carabinieri: il corteggiatore di turno si è giustificato dicendo che su internet la donna non era così fredda. Subito è scattata la perquisizione in casa del quarantenne a Pistoia dove abita con i genitori. La confessione è stata pressoché immediata. All’impiegato è stato contestato un secondo caso riferito a un’altra collega che non si era però accorta degli ammiratori molesti. L’uomo è stato licenziato.