Pistoia, 27 dicembre 2017 - Trecentocinquanta le domande fino a oggi, 700 le famiglie pistoiesi che hanno chiesto i moduli ma molte di più quelle che non rientrano nei criteri prestabiliti e che, dopo le informazioni, sono andate via dagli uffici con l’amaro in bocca. Il reddito di inclusione ha paletti molti rigidi tanto che per accedere all’assegno previsto dallo Stato sono tanti i requisiti richiesti a partire dal reddito. Chi fa domanda (c’è tempo fino a gennaio) deve essere cittadino dell’Unione e residente in Italia, in via continuativa, da almeno due anni al momento della presentazione della domanda. Nel nucleo familiare deve trovarsi almeno una delle seguenti condizioni: presenza di un minorenne; presenza di una persona con disabilità e di almeno un suo genitore o un suo tutore; presenza di una donna in stato di gravidanza accertata (nel caso in cui sia l’unico requisito familiare posseduto, la domanda può essere presentata non prima di quattro mesi dalla data presunta del parto e deve essere corredata da documentazione medica rilasciata da una struttura pubblica). Presenza di un componente che abbia compiuto 55 anni con specifici requisiti di disoccupazione. Il nucleo familiare deve essere in possesso congiuntamente di un valore Isee in corso di validità non superiore a 6mila euro e un valore Isre non superiore a 3mila euro. 

Non solo, il nucleo familiare deve possedere un patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20mila euro e un valore del patrimonio mobiliare (depositi, conti correnti) non superiore a 10mila euro (ridotto a 8 mila euro per la coppia e a 6 mila euro per la persona sola). Infine, per accedere al Rei è necessario che ciascun componente del nucleo familiare non percepisca già prestazioni di assicurazione sociale per l’impiego (NASpI) o altri ammortizzatori sociali di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria; non possieda autoveicoli e/o motoveicoli immatricolati la prima volta nei 24 mesi antecedenti la richiesta e non possieda navi e imbarcazioni da diporto. E’ chiaro quindi che non tutti i disoccupati del territorio potranno accedere alla misura di sostegno e neanche tutti coloro che al momento hanno un reddito Isee inferiore a 6mila euro. «Il problema è che nel 57% delle domande finora esaminate, non sono stati correttamente compilati campi obbligatori per la concessione del beneficio – spiegano dagli uffici del Comune, ente che si occupa di controllare le domande -cosa che ovviamente impedisce di proseguire con l’inserimento». I servizi sociali dovranno poi predisporre appositi «progetti personalizzati di attivazione sociale o lavorativa».