Abetone Cutigliano (Pistoia), 8 febbraio 2018 -  Lo chiameremo  Paolo. Ma il suo nome non è importante. Quella che vogliamo raccontare è una storia di generosità e di caparbietà che coinvolge una classe del liceo scientifico Giorgi-Fermi di Lucca, il suo preside, tutti i docenti delle scuole presenti in questi giorni alla Doganaccia (Fibonacci e Niccolini di Pisa) e la stazione sciistica.

Paolo, 15 anni, in questi giorni si trova in settimana bianca con i compagni: sci la mattina, orienteering il pomeriggio. Ma c’è un problema: Paolo è un ragazzo disabile agli arti inferiori, che per sciare ha bisogno di un «guscio»: un monosci che gli consenta di praticare in sicurezza questo sport. Nessun problema, hanno pensato i gestori della Doganaccia: da anni la Val di Luce (a pochi chilometri dalla Doganaccia) è all’avanguardia in questo settore e ha diversi di questi «gusci».

Così Marco Ceccarelli, uno dei titolari della Doganaccia, ha fatto, come in altre occasioni, richiesta alla Val di Luce e al Gruppo sportivo Unità spinale Firenze onlus per ottenere un presidio in prestito. «Ci è stato risposto – spiega con amarezza – che potevamo usarlo soltanto sulle piste della Val di Luce alla presenza di un maestro abilitato dalla Regione Toscana all’insegnamento dello sci seduto. Una risposta che mi ha lasciato senza parole: io sono un maestro abilitato all’insegnamento dello sci a tutti. Quel corso a cui si riferiscono è un approfondimento che non dà nessuna qualifica e comunque nella nostra scuola ci sono maestri che hanno fatto questi tipi di approfondimenti. E poi cosa avremmo dovuto fare? Portarlo in Val di Luce e farlo sciare da solo?». Ma Sergio, Marco e Ronnie non si sono arresi: hanno cercato in lungo e in largo per l’Italia qualcuno che potesse dar loro questo guscio. E trovatolo nella vicina Emilia Romagna, hanno mandato un dipendente della società a recuperarlo.

«Un gesto bellissimo  – spiegano gli insegnanti accompagnatori Paola Noriello, Nicola Carnicelli, Luigi Abetini, Rossana Sciandra, Luca Angelina e la collaboratrice scolastica Sonia Sini – che ha permesso anche a questo ragazzo di partecipare alle attività della settimana bianca. Siamo grati a tutti per non essersi arresi: alle maestre di sci Francesca e Barbara e all’Arma dei Carabinieri. Anche il tour operator che ha organizzato il viaggio si era reso disponibile ad accompagnare il ragazzo in Val di Luce, ma abbiamo ritenuto, d’accordo con la famiglia, che fosse più giusto che rimanesse insieme ai suoi compagni per condividere questa esperienza».

«Il no al prestito del guscio – conclude Ceccarelli – ci ha fatto molto male, soprattutto perché rischiava di rovinare la settimana bianca a un ragazzo disabile. Ma fortunatamente siamo riusciti a trovare una soluzione. Adesso vogliamo evitare che questi casi si ripetano: per questo abbiamo intenzione di organizzare un’iniziativa benefica di raccolta fondi per acquistare un monosci da tenere qui alla Doganaccia a disposizione di tutti».