Pistoia, 1 febbraio 2018 - La "rivoluzione" è alle porte e il pronto soccorso del San Jacopo si prepara a dire addio ai codici colorati che oggi indicano se un paziente ha bisogno di cure urgenti oppure no. «Sì, siamo pronti, servono ancora qualche aggiustamento al programma informatico e pochi adeguamenti alle strutture», specificano il direttore del pronto soccorso Andrea Cai e il direttore sanitario del presidio ospedaliero, Giacomo Corsini.

Per effetto di una riorganizzazione voluta dalla Regione, presto i percorsi in cui verranno indirizzate le persone che si presentano al pronto soccorso saranno tre: gli attuali codici rossi e gialli saranno accorpati nell’alta intensità; i verdi nell’intermedia; azzurri e bianchi nella bassa intensità. L’obiettivo è naturalmente quello di ridurre i tempi di attesa anche smaltendo più velocemente i casi meno gravi, attraverso una riorganizzazione per percorsi gestiti da squadre distinte che, comunque, non opereranno in modo del tutto autonomo dalle altre. Così, i pazienti che appaiono immediatamente più gravi saranno subito presi in carico da un’apposita equipe medico-infermieristica, alleggerendo il resto della struttura: i codici rossi sono infatti pochi ma assorbono una grande quantità di tempo e personale.

La fascia intermedia sarà invece gestita da un «team di valutazione rapida» che prenderà in carico il paziente subito dopo il triage. Saranno inseriti in percorso, per esempio, coloro che presentano traumi isolati, dolori toracici con elettrocardiogramma normale, cefalee, vertigini, dolori addominali. «Lo stiamo già sperimentando: attraverso poche domande, l’infermiere del triage deve riuscire a capire se il paziente deve essere indirizzato alla fascia intermedia. Per questo dovranno far parte della squadra i più esperti», sottolinea ancora Cai. Sperimentazioni sono già in corso anche per la bassa intensità, la fascia numericamente più consistente anche a causa dell’«abuso» del pronto soccorso da parte di persone che dovrebbero rivolgersi al medico di famiglia e della mancanza di presidi territoriali adeguati. Con la riorganizzazione, per questa categoria di pazienti gli infermieri avranno maggiore autonomia di intervento e di decisione. I percorsi a bassa intesità potranno infatti anche essere gestiti nell’ambito dei «fast track» (visite veloci dagli specialisti) e nel «see and treat» («guarda e tratta») il percorso gestito dagli infermieri.

E' quindi così che il pronto soccorso di Pistoia si prepara a recepire i cambiamenti pensati a livello regionale e che dovrebbero entrare in vigore nei prossimi mesi, in tutti i i presidi. Proprio in questi giorni si terranno nuovi incontri in cui potrebbe essere stabilita la data del debutto. Il pronto soccorso del San Jacopo, che nel 2017 ha registrato circa 59mila e 660 accessi e un incremento di circa mille e 600, farà fronte alle novità con le proprie forze: la mattina 4 medici e 10 infermieri, il pomeriggio rispettivamente 5 e 11, la notte 2 e 4. E’ proprio nella fascia oraria dalle 18 alle 24 che si riconosce una maggiore sofferenza. L’incremento di un infermiere è stato utile ma non basta: «Uno in più farebbe molto comodo», si dice fra il personale e non solo. Speriamo che arrivi davvero.