Pistoia, 18 marzo 2017 - Tre vincitori ex aequo. Non era mai accaduto in ben 61 anni della storia del Premio Letterario Ceppo di Pistoia. Umberto Piersanti, Gian Mario Villalta e Pasquale Di Palmo sono i vincitori del Premio Ceppo 2017. Che fosse un’edizione speciale, in coincidenza dell’anno di Pistoia capitale italiana della cultura, lo si era già intuito, ma l’esito delle votazioni, in una quanto mai affollata Sala maggiore di palazzo Comunale, alla presenza del presidente del Premio, Paolo Fabrizio Jacuzzi e della presentatrice Serena Magnanensi, ha riempito di emozione i tre poeti finalisti.
Un percorso diverso quello dei tre autori, che tuttavia ha coinvolto (e l’esito della votazione lo dimostra) i giovani giurati, alcuni dei quali si accostavano a questo genere letterario per la prima volta. D’altronde, comunicare la poesia non è semplice. Lo sa bene chi, da poeta e scrittore, ha insegnato per una vita agli studenti. 

 


«Ci sono due rischi – spiega il poeta urbinate Umberto Piersanti – immergerla in una serie infinita di tecnicismi e figure retoriche, ovvero annegarla in una dimensione straripante di pulsioni emotive. Ma c’è una terza via. Quello che dobbiamo far capire è che la poesia è un sogno che si fa davanti agli occhi della ragione». Nella sua raccolta, Nel folto dei sentieri (Marcos Y Marcos, 2015), Piersanti si concentra sulla campagna rivissuta con gli occhi della memoria. «Perché – avverte – il tempo è la musa più inquietante della poesia».

 

Spazio al realismo dei contenuti e delle parole, che sfociano spesso nella prosa, nella raccolta Trittico del Distacco, (Passigli, 2015) del poeta veneto Pasquale Di Palmo, che sceglie la poesia come via catartica dell’elaborazione della malattia. «Ho raccontato la storia di mio padre, malato di Alzheimer – spiega – le vicissitudini e le parole sono quelle di uso comune, e l’intento è voluto: l’obiettivo era di indurre il lettore a riconoscersi in un sentimento comune, davanti al dolore».

 


E di empatia parla anche la raccolta del friulano Gian Mario Villalta, un sentimento che in Telepatia (LietoColle, 2016) si fa concreto: «Tutti siamo legati l’un l’altro ed ogni vissuto che vogliamo raccontare in poesia, necessariamente ci rimada alle persone che in esso sono coinvolte».
Il Premio Ceppo Under 35 è andato Pietro Federico con Mare aperto (Aragno, 2015). Secondo Massimo Baldi con Perimetri domestici (Thedotcompany Editore, 2015) e terzo Lorenzo Babini con Santa ricchezza (Carta Canta Editore, 2016). «Sono molto grato all’organizzazione – ha commentato Pietro Federico – e sono felicissimo di aver potuto avvicinare agli studenti alla poesia». «E’ stato un onore – ha commentato Massimo Baldi – far parte della piccola grande storia del Ceppo».

Roberto Carifi

 

Particolarmente toccante la consegna dello speciale Premio Ceppo Pistoia Capitale della Poesia alla carriera a Roberto Carifi, poeta e filosofo pistoiese, con un omaggio di Milo De Angelis. «Roberto Carifi rappresenta le radici più alte della città – ha detto il sindaco Samuele Bertinelli –, la voce più significativa della cultura pistoiese. La sua poesia ha una funzione educativa e e il premio del Ceppo, in questo senso, ha una missione civile, avvicinando l’arte letteraria e la cultura ai giovani e alla città».