Pistoia, 6 febbraio 2017 - E’ stato trovato sdraiato supino, accanto al suo letto, con una coperta addosso. Ma quando il personale della Misericordia di Pistoia e del 118 è intervenuto, ieri mattina, nella casa di via Ferrucci a due passi da piazza della Resistenza, per l’uomo non c’era più niente da fare.

Antonio De Witt Molendi, 55 anni, ex vigile del fuoco in pensione, sarebbe morto la notte tra sabato e domenica, forse in seguito all’ennesimo attacco epilettico di cui soffriva da tempo. Ma la richiesta di soccorso è arrivata solo ieri mattina intorno alle 7 alla centrale del 118. A dare l’allarme è stata sua moglie, una 50enne originaria della Bulgaria, ex badante dei vicini di casa, con cui l’uomo viveva nel suo appartamento da tre anni. Sembra che la donna lo avesse lasciato a terra, dopo che si era sentito male sabato sera, non riuscendo a sollevarlo.

Sul posto sono intervenuti prima le Volanti e poi gli uomini della Squadra Mobile di Pistoia, insieme alla polizia scientifica per i rilievi e il medico legale, il dottor Alberto Albertacci, a cui è stato affidato l’esame autoptico. Da una prima ispezione esterna del corpo, sembra che l’uomo fosse morto dalla sera prima. Inutili, per questo, i tentativi di rianimarlo. Ma allora perché non chiedere aiuto prima? La polizia ha raccolto per tutta la mattina le testimonianze dei vicini di casa, per ricostruire i contorni di una vicenda che sono apparsi da subito poco chiari. Sembra che marito e moglie litigassero spesso e che l’uomo avesse più di una volta riportato i segni di quegli scontri.

Sul corpo di De Witt, infatti, sono stati notati ematomi, che potrebbero essere compatibili con ferite auto provocate dai suoi attacchi epilettici, ma anche con maltrattamenti subiti dalla moglie. Per questo la donna è stata condotta in questura dove è stata ascoltata fino a tarda sera dal dirigente della Mobile Antonio Fusco: le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Giuseppe Grieco. Alla fine la 50enne è stata denunciata in stato di libertà per omissione di soccorso e per maltrattamenti. Agli inquirenti, alla presenza dell’avvocato Benedetta Berardinelli (nella foto sotto) del Foro di Pistoia, si sarebbe giustificata dicendo che nella notte aveva chiamato suo figlio, per chiedere cosa fare. A quei violenti litigi i vicini di casa avevano fatto l’abitudine. «Li sentivamo discutere spesso», raccontano.

L'avvocato Benedetta Berardinelli

"Antonio era solo, solo e in difficoltà – ci spiega un conoscente – Aveva sempre bisogno di soldi, nonostante che la casa fosse di proprietà. Lei non lavorava e la pensione di lui era l’unica fonte di sostentamento della famiglia". Solido il ricordo degli ex colleghi di lavoro: quello del presidente e di tutta l’associazione dei vigili del fuoco di Pistoia.

"Antonio era una bravissima persona – ci raccontano – Anche il babbo Fernando era stato vigile del fuoco. Antonio era stato costretto a lasciare il lavoro, per motivi di salute, nel 2002. Prima aveva prestato servizio nel comando di San Marcello e poi a Pistoia".