Pistoia, 2 febbraio 2017 - Entro quest’anno andranno in pensione i primi otto e altrettanti nel 2019. Poi, dal 2021, per cinque anni, ne usciranno 25 all’anno. Sono questi i numeri della rivoluzione che toccherà i medici di famiglia pistoiesi, la stessa che sta avvenendo a livello regionale e nazionale. In sostanza, a breve (è questione di mesi), almeno 8mila pistoiesi saranno costretti a cambiare il proprio medico di famiglia. Ma che cosa c’è dietro questo importante passaggio? Lo chiediamo al dottor Massimo Niccolai, segretario provinciale della Fimmg (federazione medici di medicina generale).

A fronte di questi pensionamenti, i posti per la formazione dei giovani medici in Toscana sono ridotti. Si parla di 65, nell’immediato. "La situazione è drammatica e parte da lontano, dall’introduzione del numero chiuso nella facoltà di Medicina, rispetto al quale, personalmente, sono contrario: basterebbe imporre una selezione a partire dal secondo anno di studi, nel senso di permettere l’iscrizione solo è chi è in pari con gli esami, quindi a chi è meritevole. Poi c’è il problema della formazione: un percorso obbligato di tre anni dopo l’università. Ma le borse bandite al livello regionale sono poche rispetto alle reali necessità del territorio. Anche questi sono tagli alla sanità. La Fimmg ha già fatto richiesta di aumentare i posti, ma finora non abbiamo avuto risposte concrete".

Parliamo di numeri. Quanti sono i medici di famiglia nella nostra provincia e quanti andranno in pensione nei prossimi anni? «In tutto siamo 270 e nel giro di otto anni andranno in pensione poco meno della metà. Questo vuol dire che migliaia di persone si troveranno a dover cambiare medico di famiglia".

O a passare a un sostituto, se tutti i posti non saranno coperti. Un po’ come avviene per i posti di guardia medica. Molti ambulatori, specie quelli di montagna, stanno chiudendo. "Ma è chiaro. I posti sono pochi, e i costi, per i giovani medici, sono elevati. Non solo quello di doversi spostare da una parte all’altra del territorio, ma anche per esempio il costo di affitto dell’ambulatorio stesso. Motivo per cui, sono sempre più medici specialisti che assumono l’incarico di guardia medica, magari quelli che hanno un orario di lavoro che glielo consente".