Pistoia, 18 marzo 2017 - Licenziata nel marzo 2014, tornerà al suo «posto». A deciderlo il tribunale del lavoro di Firenze, con una sentenza contro Publiambiente, dove era in forza al tempo Roberta, impegnata a Monsummano. Ne dà notizia la confederazione Unione sindacale di base, della quale la lavoratrice è delegata. «Si era battuta contro il consociativismo della dirigenza che ha sempre discriminato e favorito su logiche di consenso», attacca l’Usb. Le difficoltà per la donna, mamma nel febbraio 2011, scattano al rientro dalla maternità.

«Dopo aver fatto un figlio – si legge nella nota – si propone di svolgere mansioni anche diverse, in altre sedi aziendali per poter conciliare lavoro, esigenze imprenditoriali e allattamento. Ma l’azienda nega qualsiasi impiego e la costringe a ferie imposte». Roberta guida uno dei mezzi che raccolgono rifiuti.

«Viene quindi costretta a aumentare le ore lavorate, riducendo i giorni ma aumentando l’orario e costringendola a tornare a casa dai figli alle 22, rimettendoci quattro ore di allattamento previste dalla normativa». Le difficoltà di Roberta appaiono chiare. Decide di bussare alla porta del giudice pari opportunità di Pistoia «che cerca di far ragionare l’azienda. Niente da fare. Anzi iniziano le ritorsioni contro chi si batte per i diritti dei lavoratori, tanto che le vengono imposti gli automezzi in condizioni di sicurezza e igiene peggiori del ‘cantiere’. Arrivando a costringerla a lavorare su un mezzo con ratti presenti in cabina e condizioni igieniche devastanti per una madre in allattamento».

A quel punto, «la Usb denuncia la situazione all’Asl che ferma l’automezzo, emana una sanzione amministrativa a Publiambiente e scrive un esposto alla procura di Pistoia che apre un fascicolo».

A detta del sindacato, «Publiambiente continua l’opera di ritorsione verso delegati e Usb: nelle elezioni Rsu, dove azienda e sindacati confederali trovano una convergenza di interessi, si determina l’esclusione di Usb». Il tutto fino alla perdita di un appalto per la gestione della raccolta dei rifiuti di Pieve a Nievole, «occasione propizia per azienda e sindacati compiacenti». In pratica, «la convergenza di interessi determinò un verbale di accordo in cui azienda e sindacati individuavano nella delegata Usb il soggetto da licenziare anche se non assegnata all’appalto ‘specifico’». Roberta non molla e si rivolge al tribunale del lavoro che le ha dato ragione.