Pistoia, 12 gennaio 2018 - «Entrano nelle case e se ne fregano di allarmi, inferriate o della presenza di persone all’interno. Fanno il loro comodo spaccando tutto e poi se ne vanno indisturbati sicuri di restare impuniti. C’è chi spera di recuperare quello che è stato rubato inseguendo queste persone per la strada, al buio, con il rischio che succeda qualcosa di irreparabile». E’ il grido di allarme di Federico Flori che vive al Nespolo, una frazione che, a detta del comitato locale di cui Flori fa parte, da tempo è ormai in preda alla micro criminalità. Furti in casa a ripetizione soprattutto nell’ultimo periodo. Al «calar della notte» nessuno a quanto pare si sente al sicuro perchè il buio e i campi che circondano le abitazioni aiutano «e non di poco» i malviventi. «Solo mercoledì ce ne sono stati due – racconta Flori –Uno davanti casa mia e l’altro poco distante. Il problema è che l’altra sera i proprietari, che si sono ritrovati i ladri in casa, hanno tentato danche di inseguirli con il rischio di farsi del male. Meglio non reagire».

NON C’È pace insomma lungo le strade della prima periferia di Pistoia. Ogni oggetto di valore è buono e i danni che vengono lasciati consistenti. Proprio per le caratteristiche di questa frazione cittadina che «invitano» i malviventi ad agire senza scrupoli, la questura di Pistoia aveva organizzato poco tempo fa un corso per i residenti in modo da aiutarli a difendersi. «E’ stato fondamentale – commenta Flori –La cortesia e la professionalità di Paolo Cutolo è stata impareggiabile. Detto questo – continua – sappiamo bene che le forze dell’ordine non possono passare per queste strade ogni minuto».

«UN AIUTO in più potrebbero venire dalle telecamere, videosorveglianza che scoraggi certi crimini anche se ci raccontano che spesso questi personaggi si presentano a viso coperto». «Una guerra – conclude Flori – siamo in guerra. Famiglie spaventate, case derubate ed a volte distrutte alla ricerca di soldi e gioielli da parte di disperati delinquenti che non hanno niente da perdere – scrive in lungo sfogo sul suo profilo social –. Cosa si può fare in uno stato di diritto come l’Italia?E’ rimasto solo pregare di non trovarceli. Chi abita in questa frazione chiami il 113 appena vede qualcosa di sospetto,siamo in guerra ma il nemico non ha volto, solo quello della miseria, della delinquenza e del facile arrivo in questo paese ed a certi personaggi non spaventa l’andare in carcere.Occhi aperti ed aiutiamoci fra di noi...è l’unica cosa che ci resta».

Michela Monti